Cereali: Coldiretti, in 2010 triplicato import da Russia
Cereali: Coldiretti, in 2010 triplicato import da Russia

Roma, 4 ago. (Adnkronos)- L’importazione in Italia di grano dalla Russia rispetto allo scorso anno triplicata raggiungendo i 32 milioni di chili nel primo quadrimestre del 2010. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sugli effetti del grande caldo nel centro dell’ex impero sovietico dove sono andati distrutti quasi dieci milioni di ettari di coltivazioni di grano. Mentre si rincorrono voci su un possibile blocco delle esportazioni dalla Russia, come gi avvenuto in passato per far fronte al fabbisogno interno, alla chiusura del Chicago board of trade, punto di riferimento delle contrattazioni internazionali, si registrato un ulteriore balzo verso l'alto del 3 per cento in un solo giorno raggiungendo i 7,5 dollari per bushel (oltre 0,21 euro al chilo) per i future con consegna a dicembre 2011, il massimo da quasi due anni.

Il prezzo del grano, spiega la Coldiretti, salito del 62 per cento dall’inizio di giugno facendo registrare il piu’ rapido incremento degli ultimi trenta anni e gli effetti cominciano a farsi sentire in Italia anche se i prezzi restano sui livelli minimi al di sotto dei costi di produzione. Il frumento tenero (per il pane) evidenzia una crescita a luglio dell’11 per cento mentre quello duro (per la pasta) in calo del 25 per cento rispetto allo scorso anno, secondo Ismea. Un effetto delle speculazioni contro le quali impegnata a combattere la piu’ grande societ di europea di trading dei cereali di propriet degli agricoltori, varata a luglio, che, riferisce la Coldiretti, ha il compito di gestire oltre 20 milioni di quintali di prodotto tra grano duro destinato alla produzione di pasta, grano tenero per il pane, girasole e soia, esclusivamente di origine italiana e garantiti non ogm.

La societ denominata “Filiera Agricola Italiana” partecipata da 18 Consorzi Agrari, 4 cooperative, 2 organizzazioni dei produttori, una societ di servizi di Legacoop e Consorzi Agrari d’Italia ed ha il compito di gestire la contrattualistica nella coltivazione e nella commercializzazione dei seminativi prodotti in tutto il paese. A far salire le quotazioni mondiali sono, sottolinea la Coldiretti, le previsioni di un calo del raccolto dovuto alle alte temperature e alla mancanza di precipitazioni in Russia ma anche in Paesi come l’Ucraina ed il Kazakistan. Si tratta di tre Paesi che fanno parte della top ten degli esportatori mondiali ai quali si aggiunge il Canada dove la forte pioggia durante le semine fa temere un calo della produzione. (segue)

(Sec-Mcc/Col/Adnkronos)