Federalismo: Sunia, cedolare secca e' iniqua e velleitaria
Federalismo: Sunia, cedolare secca e' iniqua e velleitaria
colpisce redditi medio bassi tra proprietari e inquilini

Roma, 4 ago. (Adnkronos) - La cedolare secca non piace agli inquilini. Il Sunia, il sindacato di inquilini e assegnatari critica la misura che il governo si appresta a varare. "Il contenuto del testo del decreto attuativo che introduce la cedolare secca iniquo e velleitario - dichiara Franco Chiriaco, segretario generale del Sunia in una nota - le aliquote individuate del 25% per il contratto a canone libero e del 20% (tra l’altro solo per le aree ad alta tensione abitativa) per quello a canone concordato, sono assurde, se confrontate con le aliquote delle rendite finanziarie, e decisamente pi alte dell’attuale tassazione almeno per tutti i redditi medio bassi. Ma quello che gravissimo e’ che si restringe ulteriormente il margine di convenienza fiscale per chi, tra i proprietari, dovrebbe decidere di affittare con il canone calmierato. Insomma il Governo sceglie volutamente la strada di abbandonare a se stesso e alla deriva quel po’ che sopravviveva di calmierazione dei canoni di affitto col canale concordato".

Il segretario del Sunia si addentra nella questione. "Oggi tra i due rispettivi carichi fiscali c’ un vantaggio per il concordato che si aggira attorno al 30%, con le aliquote proposte la differenza incentivante del trattamento fiscale tra libero e concordato non raggiunge il 20%. Il dato sociale certo e inequivocabile: - accusa Chiriaco - il provvedimento colpisce le fasce di reddito medio basse sia dei proprietari che degli inquilini. Per questi poi seguita ad essere ignorato l’aspetto fondamentale che solo pu riportare alla legalit i contratti ed alleviare il peso dell’affitto: la deducibilit del canone dal reddito per chi abita in affitto, che oggi a livelli ridicoli e ben lontani dal beneficio costituito dall’esenzione Ici per chi abita in propriet".

"Lo stesso Governo sembra non credere alla sua misura e la rende di fatto opzionale! Non si colpisce cos l’evasione, e al pi si faranno ulteriori regali ai proprietari pi ricchi! La penalizzazione poi del contratto concordato, produrr inevitabilmente l’ulteriore aumento dei livelli gi insopportabili a cui sono giunti gli affitti. Il decreto si concentra solo ed esclusivamente sul carico fiscale per la propriet pi ricca e in questo senso disperde risorse inutilmente, senza affrontare il vero grande problema che affligge il settore: il divario, evidenziato dall’incredibile numero degli sfratti per morosit, tra capacit reddituale delle famiglie che hanno o cercano una casa in affitto e le pretese dell’offerta, a cui andr ad aggiungersi, obiettivamente, il disagio e le difficolt di quella parte di propriet meno abbiente che oggi si vede penalizzata dal sistema introdotto".

(Sec/Col/Adnkronos)