Sardegna: Cgil, Cisl e Uil, crisi economica e politica necessita di una risposta non ordinaria
Sardegna: Cgil, Cisl e Uil, crisi economica e politica necessita di una risposta non ordinaria

Cagliari, 4 ago. – (Adnkronos) – “La crisi economica e politica necessita in Sardegna di una risposta non ordinaria. E’ indispensabile infatti una forte caratterizzazione valoriale nelle strategie dello sviluppo e del lavoro, una migliore capacit attuativa e di spesa, e l’avvio delle riforme istituzionali, a partire dal rilancio della vertenza entrate e da un nuovo patto costituzionale tra Stato e Regione che porti a un nuovo Statuto della Sardegna”. Lo affermano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil della Sardegna Enzo Costa, Mario Medde e Francesca Ticca.

I sindacati chiedono alla Giunta Regionale e alle forze politiche “di ripartire dal lavoro e dalla lotta alla povert. In Sardegna questa la prima e pi importante risposta da dare alla crisi economica e istituzionale. In Sardegna – sostengono i sindacati - il tasso di incidenza di povert delle famiglie oggi al 21,4%. Sono dunque pi 350 mila le persone che vivono al di sotto della soglia di povert. La povert materiale nell’Isola soprattutto conseguenza di un mercato del lavoro asfittico e di un tasso di disoccupazione record al 16,1%, contro l’8,5% di quello nazionale”.

“L’accordo del 4 giugno tra Sindacati e Giunta Regionale, se attuato – proseguono Costa, Medde e Ticca -, contiene le direttrici utili a rilanciare lo sviluppo e il lavoro nell’Isola. Si tratta per di garantirne la esecutivit senza ulteriori rinvii che ne vanificherebbero gli obiettivi. In questa direzione si attende un segnale da parte della Regione, sia per quel che attiene al rapporto con il Governo Nazionale, sia per quel che riguarda l’efficacia delle politiche e degli interventi da parte della Giunta Regionale”. Sul rapporto con il Governo i sindacati sardi ritengono che sia “urgente una vasta e unitaria mobilitazione dei Sardi a sostegno di un nuovo Patto Costituzionale”.

(Coe/Col/Adnkronos)