Tumori: boom allo stomaco, sotto accusa grigliate ed eccessi week end
Tumori: boom allo stomaco, sotto accusa grigliate ed eccessi week end
Regioni piu' a rischio Umbria e Marche, dove si mangia molta carne

Roma, 6 nov. - (Adnkronos) - Carni rosse, specie se cotte alla brace, cibi affumicati, salati o conservati, poca frutta e verdura. L'alimentazione sbilanciata, tipica soprattutto dei fine settimana, quando la routine lascia il posto allo svago, fra le principali cause di tumore allo stomaco, una forma di neoplasia poco nota, ma in continuo aumento nel nostro Paese. Complice anche l'abuso di fumo e alcol, le 'trasgressioni' del week end, se diventano consuetudine, aumentano esponenzialmente il rischio di cancro allo stomaco, che “gli italiani non conoscono, nonostante sia il quarto 'big killer' e colpisca pi di 12.500 persone l’anno con 7.500 decessi". A lanciare l'allarme Carmelo Iacono, presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), oggi a Roma in apertura del XII congresso nazionale dell'associazione.

Il ruolo chiave dell’alimentazione provato dalla forte caratterizzazione regionale tipica del nostro Paese, che vede in testa, per incidenza del tumore allo stomaco, regioni a forte consumo di carni rosse e insaccati: il primato va all’Umbria, con 28 casi su 100.000 abitanti negli uomini e 13 nelle donne, seguita da Marche, Emilia-Romagna e Lombardia. Nelle Isole, patria della dieta mediterranea, l’incidenza esattamente della met: il record va alla Sardegna con, rispettivamente 11 e 5 casi su 100.000. “Si parla di un vero e proprio 'triangolo maledetto', che ha i suoi vertici a Perugia, Pesaro e bassa Romagna – spiega Marco Venturini, presidente eletto dell'Aiom - in particolare si studia fin dagli anni ’80 il caso di San Marino, che presenta tassi di incidenza pari al Giappone, Stato con la pi alta diffusione di questa malattia al mondo''.

''Fra le ipotesi -prosegue- vi anche una componente ambientale, con un’alta concentrazione di nitriti nelle acque. In queste zone si registra pure una pi alta mortalit attribuibile a diversi fattori: mancata prevenzione, diagnosi spesso tardiva e limitata efficacia delle terapie a oggi disponibili.” (segue)

(Bdc/Zn/Adnkronos)