Caso Marrazzo: conclusa inchiesta su tentata estorsione e morte Cafasso
Caso Marrazzo: conclusa inchiesta su tentata estorsione e morte Cafasso

Roma, 1 mar. - (Adnkronos) - Caso Marrazzo, morte del pusher Gianguerino Cafasso, illegali perquisizioni e rapine a trans, nonch violazione da parte di tre pusher della legge sugli stupefacenti. Su queste vicende la Procura della Repubblica di Roma ha concluso, con il deposito degli atti, l'inchiesta scaturita nell'ottobre del 2009 quando venne alla luce il caso che aveva coinvolto il governatore della Regione Lazio Piero Marrazzo sorpreso mentre in via Gradoli era in compagnia di un trans conosciuto come Natali'.

Associazione per delinquere, omicidio volontario premeditato e aggravato, omissione di denuncia, violazione della legge sugli stupefacenti, falso, perquisizioni illegali, rapina, favoreggiamento e concussione sono i reati ipotizzati nell'inchiesta, che coinvolge otto persone, tra le quali quattro carabinieri: il maresciallo Nicola Testini al quale unicamente stata addebitata anche l'accusa di omicidio volontario premeditato del pusher Gianguerino Cafasso, abituale pusher dei trans, Luciano Simeone , Carlo Tagliente, e Antonio Tamburrino, al quale fu affidato solo il compito di piazzare un video girato da Simeone e Tagliente nella casa dove fu sorpreso Marrazzo in compagnia di Natali'. Altri indagati sono la stessa Natali', cio il trans Jose' Vidal Silva e il pusher Emiliano Mercuri, Massimo Sallustri e Bruno Semprebene. (segue)

(Saz/Pn/Adnkronos)