Libia: evacuate 800 persone, si discute su Trattato e No Fly Zone/il punto (3)
Libia: evacuate 800 persone, si discute su Trattato e No Fly Zone/il punto (3)
Margelletti (Cesi), Trattato e' ormai nullo, ok a No Fly Zone

(Adnkronos) - ''Se il governo con il quale fai il Trattato non ha piu' la legittimita' ne' dei suoi cittadini ne' della comunita' internazionale, perche' si chiama fuori dal consorzio delle societa' civili, non vedo problemi a denunciarlo e a sostenere che di fatto e' ormai nullo. Proprio perche' sono mancate le condizioni che hanno portato alla sua firma'', afferma il professor Andrea Margelletti, presidente del Cesi, Centro Studi Internazionali di geopolitica, in merito al 'rebus' rappresentato dal Trattato con la Libia. Margelletti si esprime a favore dell'ipotesi di una No Fly Zone, ''ma e' un gioco di scacchi: ci vogliono le pedine giuste al posto giusto. La scelta e' politica: nel momento in cui la comunit internazionale sta facendo una pressione indotta su Gheddafi per mandarlo via, la posizione e' tracciata''.

''Dato che buona parte della tribu' dei Qadhafa, che e' la tribu di Gheddafi, sono nell'aeronautica, proprio quello -spiega l'esperto- e' lo strumento libico di maggior efficacia nella repressione. Ma per impedire che l'aeronautica bombardi civili inermi ci vuole una coalizione internazionale, e servono gli strumenti: gli americani hanno bisogno di spostare i loro caccia''. In questi scenari, rimarca l'esperto, ''c' un eccellente lavoro delle forze armate italiane. L'Aeronautica sta non solo monitorando i cieli. Non dimentichiamo che Gheddafi dispone di un'aeronatuca efficiente e di gente che gli e' rimasta fedele. Un dittatore disperato potrebbe essere capace di compiere qualsiasi gesto. Percio' e' fondamentale che i nostri caccia F16 e Typhoon continuino a monitorare la situazione''.

''Dall'altra parte -fa notare Margelletti- c' il lavoro della Marina militare, che dimostra sempre piu' quanto il Mediterraneo sia centrale alle tematiche italiane. E' determinante -sottolinea il presidente del Cesi- mantenere in questa precisa fase le navi della Squadra Navale in mare. La situazione e' cosi' fluida che la nostra Marina potrebbe trovarsi a breve a partecipare a operazioni di una coalizione internazionale e qualora vi fosse la volonta' politica, stante la capacit della nostra Marina, anche a guidarla''. (segue)

(Sin/Pn/Adnkronos)