Libia: evacuate 800 persone, si discute su Trattato e No Fly Zone/il punto (5)
Libia: evacuate 800 persone, si discute su Trattato e No Fly Zone/il punto (5)
Silvestri (Iai), possibile intervento Unione Africana o Lega Araba

(Adnkronos) - "No Fly Zone, corridoio umanitario, armi agli insorti? Le tre opzioni al momento sul campo per la crisi in Libia potrebbero applicarsi anche tutte assieme, magari con una tempistica diversa: l'una non esclude l'altra", spiega l'esperto di strategia militare Stefano Silvestri, presidente dello Iai, l'Istituto Affari Internazionali. Silvestri avanza per anche una quarta ipotesi, finora poco praticata dagli osservatori, ovvero "l'intervento diretto politico-militare della Lega Araba o dell'Unione Africana, che non avrebbe alcuna necessit, come al contrario per la decisione sulla No Fly Zone, di autorizzazione da parte dell'Onu e men che meno della Nato".

Per Silvestri, " un'ipotesi che non va affatto scartata, tutt'altro".Quanto all'istituzione sulla Libia di una No Fly Zone, "il via libera delle Nazioni Unite sarebbe indispensabile. Non credo proprio che possa valere la semplice decisione della Nato, come pur prospettato dal Segretario di Stato Usa Hillary Clinton: quale potrebbe essere in tal caso la reazione della Russia o della Cina? E se invece fossero d'accordo, perch allora non partire con un 'imprimatur' da parte del Consiglio di sicurezza dell'Onu?", si chiede.

Resta il fatto, per il presidente dello Iai, che "la No Fly Zone facile da attuare, bastano un paio di giorni; ma una misura considerata comunque 'aggressiva', costosissima e di complessa gestione, richiedendo un controllo dell'intero territorio per tutto l'arco temporale". Nessun problema, invece, per l'uso della base di Sigonella, in Sicilia: "Una decisione Onu supererebbe dal punto di vista del diritto internazionale qualsiasi Trattato di amicizia Italia-Libia, che resti o no in vigore quello firmato con Gheddafi". (segue)

(Sin/Pn/Adnkronos)