Caso Ruby: maggioranza, da magistrati Milano interpretazione scorretta (3)
Caso Ruby: maggioranza, da magistrati Milano interpretazione scorretta (3)

(Adnkronos) - Secondo i capigruppo di maggioranza "non si tratta solo di una lesione dei diritti della difesa e di una violazione del principio del giudice naturale. Si tratta innanzitutto di una lesione delle prerogative di un altro potere dello Stato". Alla luce di tutto questo "all'organo parlamentare non puo' essere sottratta una propria autonoma valutazione sulla natura ministeriale o non ministeriale dei reati oggetto di indagine giudiziaria, ne' tanto meno (ove non condivida la conclusione negativa espressa dal Tribunale dei ministri) la possibilita' di sollevare un conflitto di attribuzioni davanti alla Corte Costituzionale assumendo di essere stata menomata, per effetto della decisione giudiziaria, della potesta' riconosciutale dall'articolo 96 della Costituzione".

I capigruppo ricordano il dibattito che si e' avuto in Giunta per le Autorizzazioni e poi in aula sulla richiesta di perquisire gli uffici del ragioniere di Berlusconi, Giuseppe Spinelli. L'assemblea di Montecitorio decise di rimandare gli atti alla procura di Milano considerando competente il Tribunale dei ministri. ,Ma i pm di Milano non hanno tenuto conto del voto della camera.

Quella decisione "non ha sortito alcun effetto" con una "portata lesiva delle prerogative della Camera di questo comportamento di magistrati, fondato su'interpretazione scoretta della normativa vigente". Ed per queste ragioni, concludono i capigruppo nella lettera, che si chiede alla Camera "di accertare la sussistenza delle condizioni per sollevare conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato davanti alla Corte Costituzionale a tutela delle prerogative della Camera lese dall'operato omissivo della magistratura procedente (procura della Repubblica e Giudice per le indagini preliminari) nei confronti dell'omorevole Silvio Berlusconi''.

(Pol-Mon/Gs/Adnkronos)