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Banche: da analisti monito a Bce e BoE, sui tassi evitare errori Giappone

Milano, 26 mar. - (Adnkronos) - Lo spettro dell'inflazione agita i sonni dei banchieri centrali, ma - dinanzi alle voci di aumento dei tassi (dati ormai per imminenti) - si alza la voce di alcuni analisti, che ricordano le lezioni del passato, in particolare gli 'errori' della Bank of Japan. Come sottolinea Bloomberg, per Stephen King, capo economista di HSBC, con un passato al Tesoro britannico, "il pericolo e' di un errore di politica" monetaria, con scelte che "nel tentativo di controllare l'inflazione, potrebbero aprire la strada a uno scenario di crescita ancora piu' deludente, come e' stato nel caso del Giappone".

Il riferimento e' alle politiche adottate dalla Bank of Japan all'inizio degli anni Novanta quando il tasso di riferimento venne piu' che raddoppiato, al 6 per cento, nel tentativo di contrastare la crescita dei prezzi seguita alle tensioni petrolifere dopo la prima Guerra del Golfo. Le conseguenze sulla crescita furono cosi' gravi da costringere in poco tempo l'allora governatore Yasushi Mieno a tagliare il tasso al di sotto del 2 per cento.

Ma nondimeno, ricorda King, "i costi a lungo termine furono enormi: stagnazione, deflazione e risultati al di sotto della media". Pochi anni dopo, tuttavia, nel mezzo del 'decennio perduto' (ovvero la lunga fase di recessione dell'economia nipponica) la Bank of Japan ripete' l'errore: nell'agosto 2000, dopo anni di tasso fermo a zero, decise - sulla base di timidi segnali di ripresa economica - di rialzare il benchmark allo 0,25%. Le conseguenze - in termini di rallentamento dell'economia - furono tali da costringere la banca centrale entro sei mesi a tagliare il tasso allo 0,15%. (segue)

(Gme-Sec/Pn/Adnkronos)