Ricerca: obbedire o no, ce lo dicono le norme sociali
Ricerca: obbedire o no, ce lo dicono le norme sociali
Un premio a uno studio della filosofa del linguaggio Andrighetto

Roma, 26 gen. - (Adnkronos) - Ricercat@mente, il riconoscimento per i ricercatori under 35 assegnato nel corso della cerimonia di chiusura del Novantennale del Cnr, ha visto tra i premiati nella macroarea afferente al Dipartimento di scienze umane e sociali, patrimonio culturale Giulia Andrighetto, 34enne filosofa del linguaggio con un contratto di ricercatrice a tempo determinato, presso l’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione (Istc) del Cnr di Roma.

“Sono molto orgogliosa del premio, che arriva dopo anni di impegno e lavoro precario”, spiega Andrighetto in un articolo sul nuovo numero on line dell'Almanacco della Scienza Cnr. “Mi occupo di norme sociali, con particolare attenzione ai processi cognitivi, che portano a decidere se obbedire o meno. Una sorta di grammatica della societ, con regole che prescrivono cosa si deve o non si deve fare: salutarsi con un bacio o una stretta di mano, lasciare o meno la mancia al ristorante. Le norme sociali possono promuovere comportamenti socialmente desiderati, come il pagamento delle tasse, ma anche sostenerne di illegali, come le pratiche estorsive. Cerco di comprendere se solo per paura che si soddisfa una richiesta estorsiva o se nel tempo il consenso sociale possa conferire una paradossale forma di legittimit all’estorsore”.

All’Istc-Cnr la ricercatrice ha imparato il valore dell’interdisciplinariet per sviluppare ricerche innovative e di qualit. “Mi piace lavorare in gruppo e collaborare con centri di ricerca internazionali, anche perch possono nascere belle amicizie con i colleghi, anche stranieri”, continua Andrighetto. “ quanto mi accaduto con Ana, che sarei andata a trovare prossimamente in Argentina con il mio compagno. Appena comprati i biglietti, per, ho scoperto di aspettare un bambino: a questo punto il viaggio lo faremo pi avanti in tre”. Ma come pu influire questa novit nella vita di una giovane ricercatrice? “L’attesa mi rende emozionata, curiosa e un po’ spaventata”, conclude la studiosa dell’Istc-Cnr. “Spero poi di potermi liberare dall’etichetta di precaria e divenire una mamma lavoratrice pi stabile. A mio figlio vorrei trasmettere la passione che ho per i viaggi e la montagna e, perch no, fargli fare l’esperienza del 'visiting’ all’estero”.

(Red/Ct/Adnkronos)