Vino: le barbatelle made in Italy tornano a percorrere la 'via della seta'
Vino: le barbatelle made in Italy tornano a percorrere la 'via della seta'
Come 'Marco Polo in Cina c'e' la Vivai Cooperativi Rauscedo

Roma, 9 feb. - (Adnkronos) - Non solo il vino italiano, ma anche le barbatelle “made in Italy”, ora, riprendono a percorrere la “Via della Seta”. Nella veste di “Marco Polo” del vivaismo tricolore, la Vivai Cooperativi Rauscedo, tra i leader mondiali del settore (www.vivairauscedo.com), con una produzione di oltre 60 milioni di barbatelle all’anno, ed unica realt italiana ad aver ricevuto il via libera alla ripresa delle esportazioni in Cina, dopo lo stop alle importazioni da tutto il mondo imposto da Governo di Pechino, per motivi, formalmente fitosanitari.

D’altronde, la Cina il consumatore n. 1 di vino rosso al mondo, secondo Vinexpo e International Wine & Spirit Research, e Paese produttore n. 5, con oltre 500.000 ettari di vigneto (tra uva da tavola e da vino), secondo l’Oiv. E ancora in crescita, sia dal punto di vista del consumo che della produzione. Ecco perch, senza eccedere nell’aspettarsi un’invasione di variet autoctone italiane tra i vigneti asiatici, suona come una grande notizia la possibilit, per l’Italia, di ricominciare ad esportare barbatelle nel grande Paese Asiatico.

“Avevamo gi esportato qualcosa tra il 2008 ed il 2009 - spiega a WineNews Eugenio Sartori, direttore di Vivai Cooperativi Rauscedo - poi il Governo cinese ha bloccato tutto, dall’Europa agli Usa per la volont di mettere in pratica un nuovo protocollo fitosanitario rigidissimo. Abbiamo avuto in ottobre la visita dei funzionari del servizio di quarantena del Ministero dell’Agricoltura cinese, che hanno verificato lo stato dell’azienda, i laboratori, i vivai e i vigneti, e poi, in funzione anche di quanto espresso sulle nostre capacit produttive da Regione Friuli Venezia Giulia e Ministero delle Politiche Agricole italiano, Pechino ha dato l’ok per riprendere le esportazioni”. (segue)

(Red/Zn/Adnkronos)