Cultura: Istat, consumi in Italia sotto la media europea (2)
Cultura: Istat, consumi in Italia sotto la media europea (2)
Numero di addetti cresciuto del 15,1% dal 2000 al 2011

(Adnkronos) - Sempre nel 2011, le unit di lavoro che partecipano al processo di produzione di beni e servizi a carattere culturale, ricreativo e sportivo sono 410mila. Nel complesso il settore impiega 54mila unit in pi rispetto al 2000 (+15,1 per cento). Tale incremento significativamente superiore rispetto a quello registrato per il totale delle attivit economiche, in cui, rispetto al 2000, il numero delle unit di lavoro complessivamente impiegate cresciuto del 2,5 per cento.

Il lavoro dipendente del settore cresciuto dal 2000 al 2011 di circa 46mila unit e rappresenta il 63,3 per cento nel 2000 e il 66,2 per cento nel 2011 del complesso dei lavoratori del settore. In quest’ultimo anno, rispetto al 2000, il peso del lavoro dipendente nel settore ha fatto registrare un differenziale pi accentuato (2,9 punti percentuali) di quello registrato per l’intera economia (2,3 punti percentuali). Il peso del lavoro dipendente si mantiene comunque al di sotto del valore medio registrato per il complesso delle attivit economiche, con una distanza da quest’ultimo che passata da 6,2 punti nel 2000 a 5,6 punti nel 2011. A livello territoriale, il peso del settore sull’intera economia abbastanza omogeneo. Rispetto alla media nazionale (1,7 per cento), il Centro si colloca al di sopra raggiungendo il 2,3 per cento, mentre si attestano al di sotto sia il Nord, in particolare il Nord-est (1,4 per cento), sia il Mezzogiorno (1,5 per cento).

A livello regionale solo Lazio, Valle d’Aosta, Liguria, Piemonte, Abruzzo e Sicilia registrano un’incidenza del settore sul complesso delle attivit economiche superiore alla media nazionale, con Lazio e Valle d’Aosta che registrano i valori pi elevati (rispettivamente 3,1 per cento e 2,7 per cento). Il Lazio la regione in cui la quota di occupazione del settore ricreativo-culturale pi alta in tutto il periodo, raggiungendo il massimo del 3,2 per cento nel 2008, per poi stabilizzarsi al 3,1 per cento nel triennio successivo. L’incidenza pi bassa si rileva in Basilicata e Calabria, entrambe con una quota pari all’1,1 per cento nel 2011, che si mantiene costante in tutto il periodo. La Sardegna la regione che nel periodo 2000-2011 ha visto crescere di pi l’importanza del settore, seguita dal Piemonte; la gran parte delle regioni ha registrato una crescita della quota di occupazione del settore ricreativo-culturale, ad eccezione della Valle d’Aosta che ha segnato una contrazione. (segue)

(Red/Zn/Adnkronos)