Cultura: Istat, consumi in Italia sotto la media europea
Cultura: Istat, consumi in Italia sotto la media europea
Report 'Noi Italia', nel 2011 da famiglie 7,3% spesa per ricreazione e cultura contro 8,8% Ue

Roma, 11 feb. (Adnkronos) - Nel 2011 le famiglie italiane hanno destinato alle spese per ricreazione e cultura in media il 7,3 per cento della spesa complessiva per consumi finali. Lo riferisce l'edizione 2014 del report dell'Istat 'Noi Italia - 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo', diffuso oggi. Il confronto internazionale mostra per l’anno 2011 come questa quota di spesa delle famiglie italiane sia decisamente inferiore a quella media dei paesi Ue 27 (8,8 per cento). I paesi che si collocano nella parte pi bassa della graduatoria europea, con valori prossimi o inferiori al 6 per cento, sono Romania e Grecia. All’estremo opposto in un nutrito gruppo di paesi, tra cui quelli nordici e il Regno Unito, la spesa destinata a consumi culturali supera nel 2011 il 10 per cento. nella classifica l'Italia precede, oltre a Romania e Grecia, solo Irlanda, Estonia, Portogallo, Lussemburgo e Lituania.

La quota di spesa per ricreazione e cultura in Italia presenta poi una discreta variabilit territoriale: il valore pi elevato della spesa per beni e servizi a carattere culturale si osserva nel Nord-ovest, dove rappresenta l’8,5 per cento della spesa complessiva per consumi finali. Nelle regioni del Centro il valore pari in media al 7,1 per cento e scende al 5,7 nel Mezzogiorno. Le regioni in cui le famiglie hanno destinato a consumi culturali e ricreativi una quota maggiore della spesa finale sono Piemonte, Emilia-Romagna e Lombardia (rispettivamente 9,0, 8,6 e 8,5 per cento).

Tra il 2001 e il 2011, la quota di spesa destinata dalle famiglie ai consumi culturali si ridotta in Italia di 0,1 punti percentuali. La tendenza generalizzata (fatta eccezione principalmente per le regioni del Nord-ovest) e la riduzione maggiore si registra nel Mezzogiorno (-0,6 punti), su cui influisce il risultato particolarmente negativo di Puglia, Basilicata e Calabria (tutte con una riduzione prossima a 1 punto percentuale). Tuttavia, grazie a una dinamica dei prezzi del settore ricreazione e cultura pi lenta di quella complessiva, la spesa per consumi culturali aumentata in termini reali a un ritmo superiore (2 per cento l’anno) rispetto ai consumi complessivi (+0,7 per cento l’anno), determinando un incremento in termini quantitativi di consumi culturali. L’incremento maggiore si avuto nel Nord-ovest (3,1 per cento), mentre decisamente pi modesto l’incremento nel Mezzogiorno (0,8 per cento). (segue)

(Red/Zn/Adnkronos)