Iran: anniversario rivoluzione, minoranze religiose restano nel mirino
Iran: anniversario rivoluzione, minoranze religiose restano nel mirino
nessuna svolta con governo rohani, zoroastriani e bahai ancora perseguitati

Teheran, 11 feb. - (Adnkronos/Aki) - E' un anniversario della rivoluzione amaro quello che oggi hanno celebrato in Iran quanti professano una fede diversa dal credo ufficiale sciita. La svolta attesa in campo di liberta' di espressione e di religione con l'elezione del presidente moderato Hassan Rohani non c'e' stata. Anzi, negli ultimi mesi la repressione delle autorita' iraniane contro le comunita' zoroastriane e bahai e' aumentata.

Basta citare l'episodio accaduto a dicembre a Sanandaj, capoluogo della regione del Kurdistan, nel nord-ovest della Repubblica islamica, dove la magistratura ha ordinato la demolizione di un cimitero baha'i, minoranza al bando considerata dalle autorita' alla stregua di una "setta eretica". Inoltre - come ha evidenziato il sito 'Iranpressnews' - sono 70 i baha'i che al momento si trovano reclusi nelle prigioni iraniane per reati di opinione.

Anche per i seguaci dello Zoroastrismo, unica religione professata in Iran fino all'avvento dell'Islam nel settimo secolo dopo Cristo, non sono tempi favorevoli. Molti zoroastriani - si legge su un edioriale del 'New York Times' - negli ultimi anni sono stati costretti ad emigrare in India per sfuggire ai tentativi di conversione e alle discriminazioni. Oggi in Iran restano solo circa 30mila fedeli, ma chi pratica questa religione - e' sottolineato nell'editoriale - e' considerato un cittadino di "seconda classe". (segue)

(Spi/Col/Adnkronos)