Diritto autore: Siae, governo inadempiente su equo compenso copia privata
Diritto autore: Siae, governo inadempiente su equo compenso copia privata
'Forse dovremmo trasferire a Londra la nostra sede legale e a Dublino quella fiscale'

Roma, 15 feb. (Adnkronos) - "Cosa si deve pensare quando una legge dello Stato impone un termine di attuazione e un ministro della Repubblica lo disattende per moltissimi mesi, nonostante il procedimento sia concluso e il provvedimento sulla copia privata fosse pronto da alcuni giorni, e lui stesso avesse pubblicamente dato la sua parola di voler assumersi la responsabilit? Io vengo da un pianeta dove le parole date si mantengono". Lo afferma in una nota il presidente della Siae Gino Paoli a proposito della mancata firma, da parte del ministro dei Beni culturali e del Turismo Massimo Bray, del decreto ministeriale di adeguamento del compenso sulla copia privata.

"Ci voleva - scrive Paoli- il coraggio di levarsi in piedi a difendere la cultura italiana e quindi l’unico baluardo vivo che ancora la difende: la Siae. Tra la tutela dei diritti degli autori e quella degli interessi economici delle multinazionali, nella vicenda dell’equo compenso per copia privata e del suo adeguamento previsto per legge, la scelta era un atto dovuto".

"La scelta - sottolinea il presidente della Siae- invece stata senza coraggio: rinvio, rinvio, rinvio. Non posso pi firmare, il governo dimissionario, me ne lavo le mani. Quella di non firmare il decreto chiaramente una scelta politica, ma si abbia almeno il coraggio di dirlo. Che tristezza! Forse, come ci chiedono molti dei nostri associati, anche la Siae (con gli organi sociali e l’assemblea) dovr cominciare a riflettere se trasferire a Londra la sua sede legale e a Dublino quella fiscale", conclude Paoli.

(Red/Col/Adnkronos)