Lavoro: Unar, in calo denunce discriminazioni ma non su media e vita pubblica
Lavoro: Unar, in calo denunce discriminazioni ma non su media e vita pubblica
Buemi, inversione di tendenza riconducibile a impegno associazioni

Milano, 3 mar. (Adnkronos/Labitalia) - Se nel 2012 le denunce di atti discriminatori erano riconducibili in buona parte ai contesti di lavoro (37,7%), nel 2013 questo allarmante primato stato raggiunto dai mass media (26,2%) e dalla vita pubblica (21,1%); rispetto al lavoro la percentuale si assestata al 16%. Sono alcuni dei dati sulla discriminazione in Italia raccolti dall'Unar, l'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, resi noti oggi, a Milano, in occasione della conferenza stampa 'Lavoro: diversit uguale opportunit', organizzata da Diversitalavoro.

In questo ambito specifico, stato ricordato, l'accesso all'occupazione rimane il momento in cui si verifica la maggior parte delle discriminazioni (71,9%), che riguardano soprattutto l'et (47,8%) e la razza e l'etnia (37,7%), e vengono segnalati pi dalle vittime (55,8%) che dai testimoni (21,2%).

"In Italia in materia di diversity management -ha dichiarato Marco Buemi, esperto dell'Unar- c' ancora molto da fare, ma il trend di denuncia rilevato nel 2013 dal contact center, rispetto alle discriminazioni nei luoghi di lavoro diminuito rispetto all'anno precedente. Questa inversione di tendenza sicuramente riconducibile anche all'impegno delle numerose associazioni e organizzazioni che, sul territorio, si sono fatte promotrici di concrete azioni positive di integrazione e sensibilizzazione nel mondo del lavoro e alle diverse iniziative di diversity management che l'Unar promuove capillarmente sul territorio anche con il coinvolgimento delle aziende italiane". (segue)

(Lab/Col/Adnkronos)