Terrorismo: foreign fighters, squadre multinazionali per informazioni tra Stati (2)
Terrorismo: foreign fighters, squadre multinazionali per informazioni tra Stati (2)

(Adnkronos) - Questi viaggi del jihad, compiuti cio da militanti 'europei' per combattere all’estero tra le fila di milizie che utilizzano metodi terroristici in conflitti non convenzionali, non sono un fenomeno del tutto nuovo. Gi negli anni ’80 e ’90, poi ancora nello scorso decennio, i Servizi antiterrorismo di mezza Europa documentarono con le loro indagini l’esistenza di una vasta attivit di reclutamento ma, rimarca l'articolo di Galzerano, ''quella che risulta veramente nuova rispetto all’attuale conflitto siriano, la dimensione numerica assunta dal fenomeno''.

''Polarizzando i mai sopiti istinti ribellisti-jihadisti presenti nella quota pi esasperata degli ambienti integralisti islamici europei -mette in evidenza il presidente del Terrorism working group del Consiglio Europeo durante il semestre di Presidenza italiana- la Siria ha finito per costituire un ampio canale di sfogo in cui sono confluiti non solo vecchi protagonisti della scena islamista europea, spesso gi indagati, processati, condannati ed espulsi per le loro attivit terroristiche, ma anche le nuovissime leve della cosiddetta 'inspire generation', termine che individua una specifica categoria di militanti, in genere estranei agli ordinari circuiti delle moschee, all’apparenza isolati, talvolta autoctoni, privi di connessioni evidenti con i network terroristici internazionali, la cui adesione incondizionata a una visione jihadista dell’Islam conseguenza diretta della propaganda radicale diffusa in Rete grazie a magazine esclusivamente online come Inspire''.

Attraverso questa rivista web, sottolinea 'Poliziamoderna', ideologi radicali del calibro di Anwar al-Awlaqi (il cittadino americano di origine yemenita ucciso in Yemen da un drone statunitense nel settembre 2012) ''sono riusciti nell’intento di inoculare in tanti giovani musulmani residenti in Occidente rapidi processi di radicalizzazione, trasformandoli in veri e propri mujahedin internauti e aprendo di fatto loro la strada verso scenari di conflitto, come quello siriano, dove vanno ad ingrossare le fila dei gruppi qaedisti Jabhat al-Nusra e Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isil)''. (segue)

(Red/Col/Adnkronos)