VOLONTARIATO E SANITA': IL CHI E' DEGLI OPERATORI
VOLONTARIATO E SANITA': IL CHI E' DEGLI OPERATORI

Roma 9 feb. (Adnkronos Salute) - In maggioranza maschi, tra i 30 e i 65 anni, con licenza media o diploma, impegnati almeno 5 ore la settimana. E', in sintesi, l'identikit del volontario che opera in ambito sanitario ''fotografato'' dalla Fivol (federazione italiana per il volontariato) presentato oggi dal presidente Luciano Tavazza in occasione della giornata internazionale del malato che si celebrera' domenica.

Piu' in dettaglio l'analisi della Fivol che ha fornito un quadro generale della distribuzione delle organizzazioni sul territorio nazionale, della loro matrice ideale, del periodo di inizio della loro attivita' e un quadro piu' specifico del volontariato ospedaliero, ha evidenziato che su 9.380 associazioni di volontariato censite dalla banca dati della Fivol 3.288, pari al 35 per cento, sono impegnate nei confronti dei malati in generale e 2.232, pari al 23,7 per cento, sono le organizzazioni operanti in strutture ospedaliere. La distribuzione territoriale non e' affatto omogenea. E' il Nord a fare la parte del leone. Oltre il 31 per cento delle organizzazioni, infatti, si trova nel Nord-Ovest del paese, quasi il 17 per cento nel Nord Est, il 24,7 per cento al centro, nelle isole si sfiora il 16 per cento mentre il sud, con 392 organizzazioni, pari all'11,9 per cento, e' il fanalino di coda. La regione con il piu' alto numero di organizzazioni legate all'ambito sanitario e' la Lombardia con 608 organizzazioni, pari al 18,5 per cento, seguita dalla Toscana con il 13,3 per cento e l'Emilia con il 13 per cento.

La ricerca, illustrata da Andrea Bassi e Simona Menna, del centro studi e ricerche dell'associazione, ha quindi evidenziato che la grande maggioranza, il 55,3 per cento delle organizzazioni si dichiara di matrice aconfessionale mentre il 42,7 per cento riconosce la propria matrice come cattolica e il 2 per cento religiosa ma non cattolica. I due terzi del totale sono organizzazioni legalmente riconosciute mentre il 28 per cento sono associazioni di fatto.

I volontari attivi nei confronti dei malati in generale sono 211mila 795 pari ad una media di 65 volontari per ciascuna delle oltre tremila organizzazioni. Le organizzazioni operanti in strutture ospedaliere, infine, sono 2.232, pari al 23,7 per cento del totale delle organizzazioni censite. Al di la' dei numeri quello che emerge dalla ricerca, sottolineato da Luciano Tavazza, e' il cambiamento del volontariato che, da ''riparatorio'', impegnato cioe' ad alleviare e sollevare il malato dalle sue sofferenze, intervenendo quando e dove la struttura non e' in grado di intervenire, e' diventato un volontariato ''moderno'' ''liberatorio'', impegnato cioe' a liberare e rimuovere le cause di tali sofferenze e difficolta'.

(AdnK/Adnkronos Salute)