INQUINAMENTO: LA VECCHIA- DIFFICILE STIMA IMPATTO SU SALUTE
INQUINAMENTO: LA VECCHIA- DIFFICILE STIMA IMPATTO SU SALUTE

Milano, 9 feb. (Adnkronos Salute) - ''E' verosimile che in caso di 'picchi' di inquinamento, soprattutto con anidride solforosa (irritante), si possono verificare problemi respiratori e di conseguenza anche potenzialmente cardiologici. Ma si verificano in soggetti gia' a rischio, e sono difficilmente stimabili sul piano quantitativo. Siamo lontani dai 4 mila morti in piu' registrati nella settimana del dicembre '52 a seguito dello smog che aveva colpito la citta' di Londra, la cosiddetta 'grande nebbia di Londra'''. Carlo La Vecchia, docente di Epidemiologia all'Universita' di Milano e ricercatore dell'Istituto Mario Negri interviene sul dibatitto in corso su inquinamento dell'aria e aumento della mortalita'.

Quanto al maggior rischio di tumori al polmone, non si deve dimenticare che 30-40 anni fa si fumava di piu' in citta' rispetto alla campagna (e comunque nelle citta' si cominciava a fumare prima) e quindi l'effetto inquinamento non e' valutabile in quanto il rischio di un fumatore e' molto elevato (il fumatore e' dalle 30 alle 50 volte piu' a rischio di cancro al polmone).

Secondo La Vecchia ''verosimilmente un qualche rischio e' esistente perche' i cancerogeni sono gli stessi, ma non vi e' evidenza diretta di un eccesso di tumori del polmone in aree urbane rispetto ad aree rurali in soggetti che non abbiano fumato o non fumino. Cosi' come non esiste evidenza per soggetti non esposti a rischio occupazionale (in passato importante causa di cancro al polmone). In teoria, eliminando fumo, asbesto e altri cancerogeni occupazionali non si riesce a vedere un eccesso di mortalita''.

''Cionondimeno, poiche' negli inquinanti urbani ci sono cancerogeni noti - prosegue La Vecchia - e' stato verosimile che in passato fino al 5% dei tumori al polmone fossero attribuiti all'inquinamento urbano. Il dato si riferisce sempre a 'picchi' di inquinamento verificatisi negli anni '50 e '60 e in certe aree urbane (grosse concentrazioni del Nord Europa). Accettando comunque questo rischio, la maggior parte dei casi si sarebbe verificata nei fumatori in quanto i cancerogeni sono analoghi e quindi aumentare leggermente la dose di cancerogeno partendo da una base gia' elevata da' un rischio superiore''.

Detto questo resta il problema di ridurre gli inquinanti o comunque ridurre l'esposizione delle persone agli inquinanti. ''La soluzione di relativo medio periodo e' quella di usare automobili catalizzate. In Italia il problema sono le fonti di energia, perche' l'altra grossa fonte di inquinamento urbano e' la rete di riscaldamento e l'Italia si riscalda bruciando. L'energia elettrica in Italia e' scarsa (e anche se ci fosse verrebbe prodotta bruciando combustibili fossili). La scelta di rinunciare al nucleare 10 anni fa e' una scelta che si paga anche in termini di maggiore inquinamento urbano''.

(Bos/Adnkronos Salute)