EPILESSIA: EFFICACIA DEL GABAPENTIN
EPILESSIA: EFFICACIA DEL GABAPENTIN

New Haven, 14 feb. (Adnkronos Salute) - Neurologi americani che hanno misurato in vivo, con spettroscopia a risonanza magnetica, il livello di GABA nei pazienti affetti da epilessia parziale complessa, mostrano che questo livello aumenta sotto l'influenza del gabapentin, in monoterapia come in politerapia.

Il GABA acido gamma aminobutirrico e' un enzima che svolge un ruolo centrale nell'inibizione delle crisi epilettiche. Infatti e' stato mostrato in diversi modelli animali che la funzione sinaptica del GABA diminuisce lontano dalle crisi epilettiche.

Il dott. Ognen A.C. Petroff e i suoi colleghi dell'Universita' di Yale hanno misurato le variazioni della concentrazione di GABA della corteccia occipitale dopo somministrazione di diverse dosi di gabapentin in 25 pazienti e hanno annotato le relazioni dose-dipendenti.

Gli autori mostrano che per regressione lineare un aumento di 0,11 mmol/kg di GABA e' osservato per ogni grammo supplementare di gabapentin somministrato.

Le dosi utilizzate in questo studio variavano da 1.200 a 3.600 mg/die, mentre le dosi quotidiane attualmente raccomandate per il farmaco non superano i 900-1.200 mg. Questo anti-epilettico, commerciato negli Stati Uniti da Parke-Davis, e' indicato soltanto come trattamento adiuvante nei pazienti non stabilizzati con il trattamento iniziale.

Il GABA, che e' sintetizzato attraverso la decarbossilazione del glutammato con la glutammato decarbossilasi, e' stimolato in vitro dal gabapentin a certe concentrazioni.

Secondo gli autori, l'aumento del livello di GABA con il gabapentin potrebbe dunque essere spiegato con l'attivazione della via di sintesi del GABA con questo farmaco.

Per confermare questa ipotesi in vivo, occorrerebbe misurare il tasso di sintesi di GABA con spettroscopia a risonanza magnetica al carbonio 13 e determinare se l'aumento di GABA legato all'assunzione di gabapentin e' associato a un aumento dell'attivita' della glutammato decarbossilasi.

(Annals of Neurology, vol. 39, n. 1, pagg. 95-99)

(Red/Adnkronos Salute)