EPATITE C: RIBAVARINA OD OFLOXACINA ASSOCIATA A IFN
EPATITE C: RIBAVARINA OD OFLOXACINA ASSOCIATA A IFN

Citta' del Capo, 20 feb. (Adnkronos Salute) - I trattamenti che associano interferone alfa con ribavirina oppure ofloxacina possono costituire una soluzione terapeutica per i pazienti affetti da epatite C cronica che non rispondono a una prima monoterapia di IFN alfa, secondo quanto indicano studi egiziani, italiani e giapponesi.

Questi risultati sono oggetto di discussione nell'ambito del Congresso internazionale di epatologia che si sta svolgendo a Citta' del Capo organizzato dalla IASL (International Association for the Study of Liver Diseases).

In uno studio clinico su 42 pazienti HCV+ allo stadio di cirrosi, il dott. Sherif M.A. Fattah e i suoi colleghi del centro ospedaliero del Cairo hanno ottenuto una riduzione della carica virale con associazione di ribavirina (1-1,2 mg) e di IFN-alfa (3 MUI per 3 settimane) per 6 mesi.

Nessun effetto sul tasso di ALT e' stato osservato e cio' ha indotto un'equipe italiana dell'ospedale Niguarda di Milano a testare un altro protocollo su 16 pazienti affetti anche da epatite cronica resistente all'IFN-alfa.

Il trattamento di ribavarina (1g/die per 4 mesi) seguito da IFN (3 MUI per 3 settimane, 6 mesi) e' risultato efficace nei pazienti che hanno avuto una ricaduta dopo una prima terapia con IFN-alfa, ma non ha apportato miglioramenti nei pazienti che non rispondevano. Secondo gli autori italiani il tasso di risposta e' del 25% per i pazienti che subiscono ricaduta dopo interferone.

La terapia che combina l'interferone con l'antibiotico ofloxacina sembra pero' promettente secondo i gastroenterologhi giapponesi dell'equipe del prof. A. Takada dell'universita' di Uchinada.

Tre gruppi di pazienti (che non erano mai stati trattati con IFN; che rispondevano parzialmente all'IFN; che non rispondevano affatto) hanno ricevuto il trattamento convenzionale di IFN associato a 600 mg/die di ofloxacina.

I risultati indicano un aumento del numero di pazienti che hanno risposto nei diversi gruppi in confronto al trattamento con il solo interferone, anche in quei malati affetti da HCV 1b, uno dei sottotipi piu' virulenti.

(Apm/Adnkronos Salute)