HBV: RISCHIO DI INTOSSICAZIONE DA MERCURIO CON IG SPECIFICHE
HBV: RISCHIO DI INTOSSICAZIONE DA MERCURIO CON IG SPECIFICHE

St. Louis, 20 feb. (Adnkronos Salute) - Medici americani mettono in guardia i loro colleghi, in particolare le equipes che eseguono trapianti epatici, lanciando un avvertimento dalle pagine del ''Lancet'' sui rischi di intossicazione da mercurio nei pazienti cui vengono somministrate immunoglobuline specifiche anti-epatite B.

Il rischio, raccontano i medici nella corrispondenza all'autorevole rivista, proviene dal fatto che per la conservazione di queste immunoglobuline si fa a volte ricorso al thinerosal, un derivato del mercurio. Il dottor Jeffrey Lowell e colleghi della Washington University a Saint Louis (Missouri), sono venuti a conoscenza di un caso riguardante un paziente cui era stato trapiantato il fegato infettato dal virus dell'epatite B. Al paziente erano stato somministrati 50 ml di immunoglobuline anti-HB durante l'intervento, e successivamente altri 50 ml in fase post-operatoria al secondo e al terzo giorno.

Il quarto giorno il paziente si e' rivelato positivo per l'anticorpo dei superficie dell'HBV (HBsAb) e il trattamento e' continuato, alla dose di 10 ml/die per via endovenosa. Ma, nelle successive 48 ore, il trapiantato, pur rimanendo perfettamente cosciente, ha cominciato ad avere pensieri paranoici e ad avere difficolta' di parola.

I sintomi a livello neurologico si sono sviluppati i giorni successivi, ma solo al nono giorno e' stato effettuato il dosaggio ematico di mercurio, che ha rivelato un valore di 10 volte superiore alla norma, pari a 104 ng/ml. Una puntura lombare ha dato ugualmente valori ugualmente piu' alti nel liquido cefalo-rachidiano.

E' stato cosi' effettuato un trattamento chelante del mercurio all'acido dimercaptosuccinico, alla dose di 800 mg per via orale, tre volte al giorno, con buoni risultati, nel giro di 5 settimane, senza alterazione della funzione epatica.

(The Lancet, vol.347, n.8999, pag. 480)

(Stg/Adnkronos Salute)