DIAGNOSI PRENATALE: ESPERTI EUROPEI INVITANO ALLA PRUDENZA
DIAGNOSI PRENATALE: ESPERTI EUROPEI INVITANO ALLA PRUDENZA

Bruxelles, 23 feb. (Adnkronos Salute) - Il gruppo di consiglieri per l'etica della biotecnologia (GCEB) raccomanda che il ricorso alla diagnosi prenatale (DPN) sia ''fondato sul libero e specifico consenso della donna o della coppia interessata''.

In un parere alla Commissione Europea sugli aspetti etici della diagnosi prenatale, il gruppo di esperti europei, presieduto dalla francese Noelle Lenoir raccomanda un ''approccio caso per caso'' delle situazioni nelle quali puo' essere proposta una DPN.

Gli esperti hanno preso in considerazione la diagnosi prenatale che ''permette l'esame delle gravidanze che presentano i rischi particolarmente alti di anomalia fetale o di malattia genetica, per scartare o, al contrario, confermare la presenza di una simile anomalia o malattia per mezzo di tecniche invasive (amniocentesi, prelievo dei villi coriali)''.

Il relatore del parere, il giurista italiano Stefano Rodota', ha tenuto conto dei precedenti lavori dell'Unione Europea, in particolare dei rapporti dei gruppi di lavoro sull'embrione e il genoma umano, oltre a quello del professor Alain Pompidou sulla diagnosi prenatale a nome della Commissione dell'Energia, della Ricerca e della Tecnologia.

''I progressi scientifici, la variabilita' delle numerose malattie genetiche o anomalie fetali impediscono di stilare una lista delle malattie o degli handicap rilevabili dalla DPN'', precisano gli esperti. ''L'approccio caso per caso - aggiungono - presenta il vantaggio di minimizzare il riferimento ad un modello di normalita' e di conservare la dimensione umana al consiglio dato''. Questa pratica deve essere accompagnata da un consiglio genetico di qualita', sempre effettuato in ambiente medico, accompagnato da tutta la confidenzialita' possibile.

''Se e' vero che le tecniche di DPN divengono ogni giorno meno invasive e piu' semplici, non e' pero' vero che siano altrettanto facili le decisioni che la donna o la coppia si trovano a prendere - fanno notare ancora gli esperti. Decidere di interrompere una gravidanza o di dare alla luce un bambino malato o handicappato e' molto difficile e l'interesse degli individui in questione deve sempre primeggiare rispetto al beneficio collettivo''.

La diagnosi prenatale, amminiscono poi gli esperti - e' ''un atto medico, proposto per ragioni mediche'' e non per scegliere magari il sesso del nascituro o altre sue caratteristiche che non hanno nulla di medico, poiche' cio' sarebbe ''eticamente inaccettabile e deve essere vietato''.

Il gruppo del consiglio europeo insiste, infine, sulla necessita' di realizzare centri di diagnosi convenzionati, con personale medico e sociale particolarmente qualificato attrezzato in maniera adeguata, che dovranno essere sottoposti ad una autorizzazione ufficiale per ''offrire garanzie di qualita' e di conformita' all'etica''.

(Stg/Adnkronos Salute)