CA. MAMMARIO: NUOVA TECNICA PROGNOSTICA BASATA SUL P53
CA. MAMMARIO: NUOVA TECNICA PROGNOSTICA BASATA SUL P53

Uppsala, 23 feb. (Adnkronos Salute) - Una nuova tecnica basata sul sequenziamento della regione che codifica per il gene p53 darebbe delle informazioni prognostiche piu' precise e affidabili rispetto alle tecniche tradizionali di immunoistochimica nei carcinomi mammari primari. E' quanto effermano ricercatori francesi in uno studio finanziato dalla Pharmacia Biotech e pubblicato sul Journal of National Cancer Institute.

Un prognosi grave di carcinoma mammario risulta generalmente dalla presenza di mutazioni nel gene soppressore p53. Queste alterazioni genetiche comporterebbero un accumulo anormale della proteina, individuata attualmente con tecniche immunoistochimiche con un anticorpo monoclonale murino.

Sigrid Sjiogren e colleghi dell'Ospedale Universitario di Uppsala, in Svezia, hanno dunque confrontato il valore prognostico delle due tecniche, partendo da campioni prelevati su 316 tumori mammari primitivi.

La nuova tecnica ha permesso di individuare delle mutazioni del p53 nel 22% dei prelievi contro il 20% della immunoistochimica (IHC). Ventitre' carcinomi mammari che comportavano mutazioni del p53 individuate con la nuova tecnica non avevano invece dato risultati posivitivi con l'IHC, suggerendo quindi che quest'ultima non e' riuscita ad individuare il 33% delle mutazioni.

Inoltre, 19 tumori positivi all'IHC non avevano infatti delle mutazioni, dopo analisi attraverso il sequenziamento, con un tasso cioe' di falsi positivi del 30% con il metodo immunologico. ''La nuova tecnica - sottolineano i ricercatori - ha inoltre permesso si determinare che il 45% 'solamente' delle mutazioni p53 sono localizzate nella regione costante del gene (regione poco esposta alle variazioni).

(Journal of the National Cancer Institute, vol.88, n.3/4, pagg. 137)

(Stg/Adnkronos Salute)