CANCRO AI TESTICOLI: PROCEDURE TERAPEUTICHE IN GERMANIA
CANCRO AI TESTICOLI: PROCEDURE TERAPEUTICHE IN GERMANIA

Berlino, 23 feb. (Adnkronos Salute) - La Societa' tedesca del Cancro ha definito nuove direttive per il trattamento dei tumori dei testicoli, basate su un coordinamento tra urologi, radiologi e internisti, secondo quanto reso noto al 22/mo Congresso tedesco di oncologia.

In caso di seminomi, la radioterapia e' riconosciuta come il trattamento standard sia allo stadio I sia agli stadi IIA e IIB in attesa dei risultati di studi condotti su chemioterapie.

In ogni caso la radioterapia deve essere effettuata il piu' presto possibile dopo l'ablazione chirurgica dei noduli.

Allo stadio I, l'irradiazione deve comprendere un volume che si estende tra i linfonodi infradiaframmatici para-aortici.

L'intensita' totale della terapia deve comportare 26 Gy, suddivisi in dosi di 2 Gy somministrate 5 volte alla settimana per 2 settimane e mezzo.

Con questo trattamento non sono state osservate recidive ma come regola generale il tasso di ricaduta e' dal 3 al 4% e la sopravvivenza del 100%.

Se il paziente rifiuta questo tipo di terapia, in particolare in caso di conservazione di uno dei due testicoli, occorre adottare una strategia di sorveglianza, con una dose piu' bassa di radioterapia e con una chemioterapia adiuvante a base di cisplatino.

Per gli stadi IIA e IIB, il volume da irradiare comprende anche i linfonodi ipsilaterali iliaci oltre a quelli gia' considerati per lo stadio I. L'intensita' totale e' di 30 Gy allo stadio IIA e di 36 Gy allo stadio IIB suddivisi come descritto per lo stadio I.

Agli stadi IIC e III, con metastasi linfatiche di oltre 5 cm di diametro, e' indicata chemioterapia comprendente 3 cicli di PEB/I (cisplatino, etoposide, bleomicina/ifosfamide) o 4 cicli di PE.

La sostituzione con monoterapia al carboplatino non e' accettata se non in caso di controindicazione al cisplatino come cattive condizioni generali, insufficienza renale o un'urgenza.

Se dopo questa chemioterapia di induzione sussiste una attivita' tumorale, non e' indicata un'altra chemioterapia. E' raccomandata la resezione.

Per i tumori diversi dai seminomi, allo stadio I e in caso di rischio elevato di formazioni metastatiche, la chemioterapia adiuvante a 2 cicli di PEB puo' essere scelta come alternativa all'intervento chirurgico.

Allo stadio CS IIA/IIB esiste la possibilita' di linfoanedectomia primaria seguita da chemioterapia adiuvante (2 cicli di PEB) oppure di chemioterapia primaria (3 cicli di PEB o 4 di PE) seguiti da resezione delle parti tumorali restanti.

Tuttavia, quando la prognosi e' tra intermedia e infausta, il trattamento deve comportare 4 cicli di PEB.

Quanto alla chemioterapia ad alte dosi, essa non e' indicata se non in caso di recidiva trattata nel quadro di uno studio clinico. Tutte le altre applicazioni sono da sconsigliare in quanto il loro impatto sulla terapia e sulla sopravvivenza non e' determinato.

(Red/Adnkronos Salute)