ALIMENTAZIONE: LATTE E ACQUA NECESSARI PER GLI ATLETI
ALIMENTAZIONE: LATTE E ACQUA NECESSARI PER GLI ATLETI

Roma, 2 apr. (Adnkronos Salute) - ''Le bevande per gli atleti ai Giochi Olimpici di Atlanta '96'': e' il primo di tre seminari di studi che si svolgono presso la scuola dello sport del CONI all'Acquacetosa, a Roma.

Moderatori del primo seminario il dott. Pasquale Bellotti capo servizio scuola dello sport del Coni, il prof. Giovanni Caldarone, dirigente dell'istituto di medicina di scienza dello sport, e il dott. Giorgio Santilli. I tre seminari di studio di preparazione olimpica rientrano nel programma -ha detto Bellotti- di iniziative di suporto e di sostegno alle Federazioni sportive nazionali.

Secondo il dott. Michelangelo Giampietro, esperto di valutazione clinica e nutrizionale dell'Istituto, il rientegro delle perdite idriche rappresenta, insieme all'adeguato riforminimento glucidico, il principale fattore nutrizionale in grado di influire sulla prestazione sportiva. La pratica sportiva secondo Giampietro, infatti, si caratterizza prevalentemente per un piu' o meno rilevante incremento della produzione di energia da parte delle fibrocellule miuscolari impegnate nel gesto tecnico della specifica disciplina sportiva. ''L'aumento della temperatura corporea interna -dice Giampietro- che si determina nel corso dell'attivita' sportiva costituisce un potenziale fattore di rischio per la salute degli atleti, oltre che un elemento favorevole per la prestazione atletica''.

''L'organismo umano -secondo Michelangelo Giampietro- quando e' sottoposto ad uno sforzo fisico tanto piu' se svolto in condizioni di temperatura e umidita' ambientale elevata (come ad Atlanta), deve necessariamente attivare quei meccanismi (termoregolazione) in grado di indurre un'adeguata riduzione della temperatura corporea (termodispersione)''.

Per Giampietro, quindi la principale integrazione di cui hanno bisogno gli atleti e' quella idrica, cio' vale tanto per gli sportivi di elite -ha aggiunto- quanto per i semplici appassionati che praticano un po di salutare esercizio fisico''. L'acqua, e' quindi la bevanda piu' naturale e semplice ma anche la piu' nutriente. ''Come nella vita quotidiana, l'insostituibile elemento (circa il 70 per cento della massa corporea) in grado di tutelare e preservare un buon grado di benessere cosi' e' necessario per gli atleti bere molta acqua.

Il prof. Giovanni Caldarone ha messo in evidenza una sua tabella che dovra' essere ''rigorosamente rispettata'' per quanto riguarda la prevenzione dei danni da calore sugli atleti. Si tratta di 7 punti principali: acclimatarsi al caldo e all'umidita' allenandosi per un periodo da 7 a 10 giorni. Assumere liquidi prima, durante e dopo l'attivita' fisica, ridurre l'intensita' dell'esercizio in caso di temperature elevate di forte umidita': utilizzare la frequenza cardiaca di lavoro stabilita come guida. Controllare il peso corporeo prima e dopo l'attivita' fisica e assumere liquidi se la variazione di peso sia maggiore del 3 per cento. Ridurre al minimo l'attivita' finche' non si e' recuperata questa percentuale. Inoltre Caldarone consiglia di evitare una eccessiva assunzione di proteine, ''perche' richiedono piu' acqua per essere metabolizzate''. Preferire una alimtazione ricca di cibi ad alto tenore di carboidrati complessi, frutta e verdura fresca di stagione ''per garantire un elevato apporto di acqua, minerali e vitamine e aiutare cosi' a mantenere l'equilibrio idrico-minerale''.

Caldarone, consiglia agli atleti che andranno ad Atlanta '96 di indossare l'abbigliamento adatto alle condizioni di tempo caldo o umido ''esponendo all'aria la massima superficie corporea possibile. preferire gli indumenti chiari e di cotone per ridurre l'assorbimento di calore e favorire l'evaporazione''.

Secondo il prof. Eugenio Del Toma, primario di dietologia e diabetologia dell'ospedale Forlanini di Roma, gli atleti che saranno impegnati alle Olimpiadi avranno un necessario bisogno di bere oltre che l'acqua anche tanto latte. In linea generale l'accresciuto fabbisogno proteico puo' essere fronteggiato con tradizionali alimenti proteici o -per finalita' particolari- con gli specifici integratori aminiacidi a base soprattutto di aminoacidi ramificati.

''Tuttavia-prosegue Del Toma- nella maggioranza dei casi- proprio la bevanda latte che per il suo rapporto carboidrati-proteine, per la naturale ricchezza edi aminoacidi ramificati, per la possibilita' di scegliere confezioni anormale o ridotto tenore di grassie per il contemporaneo apporto di calcio disponibile e di magnesio, ha i requisiti adatti per soddisfare gran parte di quelle particolarita' nutrizionali che potrebbero derivare dall'abituale e prolungata pratica di alcune discipline sportive''.

Il prof. Del Toma ricorda che l'atleta esprime la sua potenzialita' mediante la coordinazione muscolare, ''espressione dell'optimum della condizione dello stimolo nervoso e dell'eccitabilita' nervosa cioe' di attivita' condizionate dal ruolo insostituibile del calcio''.

Del Toma ritiene che i giovani atleti debbano disporre di 1200 milligrammi die di calcio ritenuti indispensabili per il completamento del picco osseo, ''garanzia necessaria per la pratica sportiva, ma che sembra poter riguardare anche il futuro decorso e l'entita' dei fenomeni osteoporotici senili''.

E' necessario quindi alimentarsi con latte e derivati che in Italia forniscono i due terzi degli 800 milligrammi di calcio raccomandati per gli adulti.

''Escludendo i rari casi di accertata tolleranza o ridotta tolleranza al lattosio- conclude il prof. Eugenio del Toma il latte rappresenta ancora oggi, soprattutto per gli sportivi un integratore naturale di macro e micro nutrienti ad elevato apporto idrico''. La prima colazione, il momento piu' tradizionale per l'assunzione del latte, ''ma la bevanda latte -ha aggiunto- puo' avere altre collocazioni tra cui un ruolo privilegiato nel dopo gara, per il duplice significato di reidratazione e ripristino piu' rapido delle riserve di glicogeno. La digeribilita' del latte resta un fatto molto individuale, certamente condizionato dai tempi e dalle modalita' di assunzione ancor piu' dalla percentuale lipidica che nelle preparazioni commerciali del ''parzialmente scremato'' ha trovato un punto di equilibrio ottimale fra nutrimento, digeribilita' e velocita' di assorbimento.

(AdnK/Adnkronos Salute)