RIABILITAZIONE: FONDAZIONE DON GNOCCHI- RESTARE NELLA SANITA'
RIABILITAZIONE: FONDAZIONE DON GNOCCHI- RESTARE NELLA SANITA'

Milano, 5 apr. (Adnkronos Salute) - Attribuire la funzione di riabilitazione esclusivamente agli ospedali o alle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA), cioe' passare dalla sanita' all' assistenza, sarebbe una soluzione estremamente rischiosa. Lo afferma monsignor Angelo Bazzari, presidente della Fondazione Pro Juventute Don Carlo Gnocchi di Milano, una realta' che in Italia conta 14 centri e 34 ambulatori per la diagnosi, cura e riabilitazione dei disabili.

''Da un'indagine del Ministero della Sanita' - spiega all'Adnkronos Salute monsignor Bazzari - a giugno 1995 risultano operanti sul territorio nazionale 350 centri di riabilitazione non ospedaliera riconosciuti e convenzionati con il SSN e come tali finanziati con rette determinate. La classificazione dei centri in RSA comporta una retta assistenziale (minore) con integrazione sanitaria e la presa in carico da parte dei Comuni, le cui casse sono in genere gia' disastrate. Questo non puo' che significare una cosa: non reggeranno i Comuni (per rispondere alle richieste), non reggeranno i centri di riabilitazione (per garantire l'attuale standard qualitativo), ma non reggeranno neppure le famiglie (a cui i Comuni inevitabilmente si dovranno rivolgersi per integrare l'assistenza).

Secondo il presidente della Don Gnocchi, la rivoluzione ''copernicana'' in atto, da una parte rischia di compromettere il principio che la salute e' un diritto e, dall'altra, di creare un'assistenza selettiva che portera' ad abbandonare chi non puo' permettersela. ''Il fatto che la Lombardia si stia muovendo proprio in quest'ottica e' preoccupante in quanto, per la sua valenza, puo' far da modello per tutto il territorio nazionale''.

A questo proposito, un esempio: in Lombardia il budget della Sanita' e' di oltre 13 mila miliardi, quello dell'assistenza 300. ''Nel nuovo assetto i tre principali enti che operano nella Regione (la Fondazione Don Gnocchi, La Nostra Famiglia di Bosisio Parini e la Sacra Famiglia di Cesano Boscone) porterebbero il budget dell'assistenza a 1.300 miliardi. Nello specifico, abbiamo gia' chiesto che la loro competenza ritorni all'origine, alla Sanita', chiedendo di essere riconosciuti per quello che facciamo''.

Questo a livello regionale, ma sul piano nazionale l'intervento di monsignor Bazzari e' stato piu' massicio chiedendo e ottenendo, anche a livello della piu' alta carica dello Stato, di istituire tavoli di tecnici e gruppi di lavoro e compattare tutte le forze implicate, in primis le associazioni delle famiglie, ma anche i sindacati e i Comuni, a livello sia nazionale sia regionale.

''Mi sento di affermare che tutta questa attenzione - conclude monsignor Bazzari - ha portato a una fase di ripensamento, a riconsiderare il problema. A livello nazionale''.

(Bos/Adnkronos Salute)