MONONUCLEOSI INFETTIVA: EFFETTI SINERGICI ACICLOVIR-PREDNISONE
MONONUCLEOSI INFETTIVA: EFFETTI SINERGICI ACICLOVIR-PREDNISONE

Stoccolma, 9 ago. (Adnkronos Salute) - Secondo uno studio svedese, l'aggiunta di aciclovir a una corticoterapia convenzionale, in casi gravi di mononucleosi infettiva, riduce significativamente la replicazione del virus EBV, anche se i benefici clinici sono minimi.

La dott.ssa Elsa Tynell e i suoi colleghi dell'Universita' di Danderyd in Svezia, indicano che ''l'aggiunta di un antivirale al prednisone e' suggerito da studi su casi di miocardite e encefalite, attribuiti ad un controllo insufficente della moltiplicazione del virus di Epstein-Barr (EBV)''.

Sono stati quindi confrontati gli effetti di una associazione aciclovir-prednisone rispetto al placebo, in 94 pazienti, di eta' compresa tra i 13 e i 30 anni, affetti da mononucleosi infettiva da meno di 7 giorni.

''Durante i 10 giorni di trattamento - descrivono gli infettivologi - la carica faringea del virus di Epstei-Barr e' stata significativamente ridotta, ma questi risultati non sono stati associati a una guarigione piu' rapida''.

Al 14esimo giorno, il tasso di replicazione virale si e' riattestato sui valori iniziali e non si e' registrata nessuna differenza tra i pazienti trattati e i casi controllo in termini di durata del dolore, perdita di peso, periodo di contaggio della malattia.

Quattro giorni dopo la sospensione del trattamento, il 95% dei pazienti di entrambi i gruppi, non presentava piu' dolore, ma solo il 31% dei soggetti trattati, rispetto al 40,5% dei controlli, aveva recuperato il peso iniziale.

(Journal of Infectius Disease, vol. 174, n.2, pagg. 324-31)

(Nsr/Adnkronos Salute)