AIDS: HCG HA AZIONE ANTI-HIV NEL TOPO
AIDS: HCG HA AZIONE ANTI-HIV NEL TOPO

Washington, 1 apr. (Adnkronos Salute) - La gonadotropina corionica umana (HCG) sembra avere un effetto protettivo sull'HIV, secondo quanto emerso da esperimenti condotti sui modelli murini, i cui risultati saranno pubblicati sul prossimo numero del Journal of Clinical Investigation.

Il dottor Abner Notkins dell'Istituto Nazionale della ricerca dentaria dei NIH americani e la sua equipe hanno lavorato con topi transgenici, manipolati affinche' il DNA di ciascuna delle loro cellule contenesse una parte, ma solo una parte dei geni dell'HIV. Non c'e' stata replicazione virale, ma produzione, nelle cellule degli animali, di una parte delle proteine dell'HIV.

I topolini omozigoti per il transgene sono suscettibili di essere sufficientemente infettati da queste diverse componenti dell'HIV tanto da essere vittime, nello spazio di 3-6 settimane, di lesioni cutanee e di cachessia, seguiti da morte.

Una prima evocazione del ruolo protettivo dell'HCG in questo contesto e' venuta dall'osservazione del fatto che i topolini sembrano normali in peso e taglia alla nascita, prima di raggiungere, nell'arco di 8 giorni, valori nettamente inferiori a quelli dei loro simili non trasgenici. Si puo' inoltre prevedere di iscrivere questi episodi a favore dell'HCG, i cui tassi si riducono rapidamente nei topolini dopo la nascita.

Il valore, altrettanto basso, dell'ordine del 20% in assenza di profilassi antiretrovirale, della trasmissione madre-figlio dell'HIV - aggiungono gli autori - potrebbe avvalersi dello stesso meccanismo. Per verificare questa teoria, i ricercatori hanno impiantato sottocute, nelle madri, delle mini-pompe a rilascio di HCG. Cio' ha permesso di mantenere l'apporto in ormone ai neonati, attraverso l'allattamento. Al momento dello svezzamento, ai piccoli e' stato ancora somministrato un supplemento in HCG, ma questa volta tramite iniezioni.

I ricercatori hanno allora potuto verificare che l'interruzione del trattamento si e' accompagnata alla comparsa dei sintomi e della morte, mentre negli animali tenuti sotto trattamento rimanevano in buona salute. Esperimenti complementari hanno mostrato che l'effetto dell'HCG era associato alla sua componente specifica beta e non alla sua subunita' alfa.

Il professor Robert Gallo ha in particolare pubblicato su questo tema uno studio in cui si suggerisce l'interesse di iniezioni dell'ormone nelle lesioni del sarcoma di Kaposi. In questo caso, ci si e' posti il quesito sul fatto se il beneficio clinico - assai moderato - osservato fosse imputabile all'ormone stesso o a delle impurita' nei prodotti utilizzati nelle sperimentazioni.

(Fei/Adnkronos Salute)