OBESITA': CARRUBA - LA DIETA E' UN PARADOSSO, FA INGRASSARE
OBESITA': CARRUBA - LA DIETA E' UN PARADOSSO, FA INGRASSARE

Milano, 10 apr. (Adnkronos Salute) - In Italia il 35% degli adulti e il 15-20% dei bambini sono in sovrappeso; il 30% dei ricoveri ospedalieri in medicina interna e' strettamente correlato con uno stato di obesita'. E' arrivato il momento di far sapere che la dieta e' un paradosso, perche' intesa com'e' oggi fa ingrassare. A lanciare il messaggio e' il farmacologo Michele Carruba, presidente dell'Ansisa, alla vigilia dell'inaugurazione del Centro di Studio e Ricerca sull'Obesita' dell'Universita' degli Studi di Milano, da lui diretto.

L'obesita' e' un problema che ha una pesante ricaduta in termini di morbilita' e mortalita': basterebbe che un obeso perdesse cinque chili per abbassare del 20% il rischio di morire per diabete o malattie cardiovascolari e del 50% quello di ammalarsi di diabete non insulinodipendente. Chi soffre gia' di diabete ha il 70% delle probabilita' di migliorare in modo significativo, cosi' come il 40% di chi e' iperteso. Ed e' un problema anche di spesa sanitaria: facendo dimagrire di 5 chili un obeso si risparmiano circa 750 mila lire l'anno per ogni paziente considerando la sola spesa per farmaci antipertensivi e antidiabetici.

''E' quindi arrivato il momento di porre l'accento sul paradosso della dieta - dice all'Adnkronos Salute il prof. Carruba - che tale e' in quanto percepita come qualcosa di restrittivo e impositivo, in pratica digiuno. Niente di piu' sbagliato, perche' esistono i cosiddetti meccanismi omeostatici che si mettono in moto quando la dieta e' fatta male (lo e' sempre quando la si vive come imposizione) e che portano a recuperare il peso perduto. E la dieta e' stata finora percepita cosi' non solo dai pazienti ma anche dai medici. Ma adesso tale concetto sta per essere rivoluzionato, intendendo la dieta nell'accezione greca, ovvero stile di vita e quindi educazione alimentare e attivita' fisica''.

Secondo il farmacologo non serve proprio prescrivere una dieta restrittiva ma si deve invece insegnare a mangiare. Solo cosi' si puo' risolvere il problema per tutta la vita. ''La dieta diventa quindi un'anamnesi corretta di quelli che sono gli errori alimentari: si dimagrira' molto lentamente ma per sempre''.

Educazione alimentare e attivita' fisica. Niente farmaci allora? ''I farmaci - risponde Carruba - sono importantissimi in un contesto di obesita' patogena conclamata (indice di massa corporea superiore a 30). In queste condizioni e' difficile perdere peso, occorre quindi dare un aiuto perche' l'obesita' e' anche legata a un difetto genetico. Ma il farmaco non e' una pillola magica, perche' e' sintomatico e quindi non risolve il problema alla radice. Ha invece una funzione di sostegno: se inquadrato in una strategia terapeutica piu' ampia aumenta la compliance del paziente ad arrivare a quelle modificazioni comportamentali che servono a non recuperare peso''.

In presenza di un problema cosi' rilevante l'unica vera risposta e' la ricerca. ''Solo attraverso la ricerca riusciremo un domani a capire meglio il problema obesita' in tutta la sua eziopatologia e a costruire dei farmaci che non siano sintomatici, come quelli di cui disponianmo oggi, ma risolutivi del problema alla radice. Di questo - conclude il farmacologo - si occupera' il Centro di Milano: oltre a comprendere l'identificazione di nuove molecole potenzialmente utili per la terapia, studiera' i meccanismi cellulari e molecolari legati al comportamento alimentare e alla determinazione del bilancio energetico dell'organismo''.

(Bos/Adnkronos Salute)