TATUAGGI: CASSAZIONE - TOGLIERLI? IL MEDICO NON PAGA I DANNI
TATUAGGI: CASSAZIONE - TOGLIERLI? IL MEDICO NON PAGA I DANNI

Roma, 10 apr. -(Adnkronos Salute)- Non e' civilmente responsabile il medico che abbia effettuato un'operazione di chirurgia plastica non riuscita per cancellare un tatuaggio. E' quanto ha stabilito la terza sezione civile della Corte di Cassazione, giudicando il caso di un uomo che si era sottoposto ad un'operazione di chirurgia estetica per rimuovere ''numerosi tatuaggi dal contenuto osceno e ripugnante''. Il principio stabilito dalla Corte e', in sostanza, quello che non e' tenuto a risarcire i danni il chirurgo estetico che abbia fallito un intervento finalizzato non al miglioramento estetico del paziente, ma alla ricostituzione delle sue caratteristiche fisiche alterate dal paziente stesso. Proprio come nel caso dei tatuaggi.

Dato ''l'insopportabile disagio psicologico, una volta terminato lo stile di vita del periodo al quale i tatuaggi risalivano'' -si legge nelle motivazioni della Suprema Corte- il paziente aveva deciso di farli rimuovere. I giudici di primo e di secondo grado avevano ritenuto responsabile il medico che non era riuscito a rimuoverli, con un intervento chirurgico che comunque era risultato ''correttamente eseguito'' dal punto di vista tecnico. Un'impostazione, questa, non condivisa dai giudici della Suprema Corte che, nell'escludere la responsabilita' del chirurgo, hanno differenziato i due tipi di interventi estetici.

In sostanza -secondo la Cassazione- un conto e' sottoporsi ad un'operazione che miri a migliorare il proprio aspetto, come la plastica nasale o gli interventi per rimuovere la cellulite. Altro e', invece, sottoporsi ad un intervento ''ricostitutivo''. Nel primo caso, ''il medico deve prospettare realisticamente la possibilita' di ottenimento del risultato perseguito''. Non e', invece, tenuto allo stesso obbligo di informazione il chirurgo che si accinga a compiere il secondo tipo di operazione, come nel caso della rimozione dei tatuaggi. ''Ferma la necessaria informazione sui rischi -sostiene la Suprema Corte- il medico assolve ai propri obblighi ove renda edotto il paziente di quegli eventuali esiti che potrebbero rendere vana l'operazione non comportando, in sostanza, un effettivo miglioramento rispetto alla situazione preesistente''.

(AdnK/Adnkronos Salute)