CHIRURGIA: RIVEDERE STANDARD TEMPERATURE OPERATORIE
CHIRURGIA: RIVEDERE STANDARD TEMPERATURE OPERATORIE

Baltimora, 10 apr. (Adnkronos Salute) - Per anni i medici hanno pensato che la chirurgia si dovesse coniugare con il freddo: uno studio Usa afferma oggi che i pazienti operati a temperatura corporea normale corrono il 55% di rischio in meno di attacco di cuore o altri seri problemi cardiaci dopo l'intervento. Il Journal of the american medical association (JAMA), nel commentare lo studio, suggerisce di rivedere gli standard delle temperature nelle sale di chirurgia degli ospedali americani.

Ricercatori dell'universita' John Hopkins di Baltimora e della universita' Vanderbilt del Tennessee hanno esaminato le differenze tra pazienti operati in sale a bassa temperatura e non. I due gruppi di pazienti (300 in tutto) -che avevano subito diversi tipi di intervento- non si differenziavano sostanzialmente in niente, temperatura a parte. Coloro che avevano mantenuto una temperatura normale, infatti, dopo l'intervento presentavano meno problemi degli altri. Per esempio, il 7,9% dei pazienti ''al freddo'' presentava una eccessiva frequenza cardiaca dopo l'intervento a confronto del 2,4% dell'altro gruppo.

''La bassa temperatura sottopone il corpo ad uno stress maggiore- ha dichiarato Steven M. Frank, anestesista al John Hopkins e co-autore dello studio- che poi e' la causa dell'incremento dell'incidenza di attacco di cuore e di altri problemi'' specificando poi di riferirsi alle 24 ore che seguono l'intervento, periodo in cui piu' frequentemente si verificano stress cardiaci.

(Gap/Adnkronos Salute)