FARMACI: FARMINDUSTRIA SU PROGETTO RIORDINO DEL SETTORE
FARMACI: FARMINDUSTRIA SU PROGETTO RIORDINO DEL SETTORE

Roma, 10 apr. (Adnkronos Salute) - Ridurre un progetto di riordino del settore farmaceutico all'obiettivo, pur rilevante, del contenimento della spesa e' alquanto ''limitativo'', perche' in tal modo si dimenticano i grandi problemi che ostacolano lo sviluppo del settore.

Questo il giudizio di Farmindustria, che in una nota, commenta le iniziative di Governo e Parlamento sul riordino del settore. La Federazione degli industriali del farmaco ricorda che ''Governo e Parlamento sembrano voler premere l'acceleratore per varare un provvedimento di riordino del settore, e' stato annunciato un disegno di legge dal ministro della Sanita', Rosy Bindi, la Commissione Sanita' del Senato ha istituito un Comitato ristretto per elaborare un testo legislativo su una nuova agenzia dei medicamenti. E - aggiunge nella nota - alla Camera importanti soggetti politici stanno lavorando ad un altro progetto di riordino. Tutto cio' - ricorda - mentre Farmindustria da tempo chiede l'apertura di un confronto con Governo e parti interessate per il rilancio del comparto farmaceutico, senza pero' aver avuto ancora un cenno di risposta''.

Nella nota si legge inoltre che ''alcuni personaggi non si sono lasciati sfuggire l'occasione per affermare la necessita' di un riordino funzionale al contenimento della spesa farmaceutica '97, giudicata anzitempo ''fuori controllo'', pur non essendo ancora disponibili dati attendibili''. Secondo Farmindustria, ''limitando il riordino al solo contenimento della spesa si dimenticano problemi piu' importanti che ostalano lo sviluppo del settore quali le lungaggini burocratiche nel rilascio delle autorizzazioni all'immissione in commercio che impediscono a centinaia di nuovi farmaci l'ingresso del mercato; i prezzi inferiori del 30% rispetto alla media europea che ostacolano gli investimenti delle imprese nella ricerca, lasciando il nostro paese ai margini dell'innovazione; i delicatissimi problemi di equita' posti da una spesa farmaceutica complessiva ormai al 51% a carico degli assistiti e, piu' in generale, le problematiche relative allo sviluppo industriale e all'occupazione''.

Quello che preoccupa gli industriali e' quindi ''non tanto la volonta' di procedere con i tempi non brevi del disegno di legge di riordino, quanto l'errata convinzione che il settore farmaceutico non possa essere interlocutore capace di formulare progetti e proposte, bensi' un comparto industriale da punire, tagliare e super-amministrare''.

(Com/Adnkronos Salute)