FARMACI: NAZZARI - ITALIA NON DEVE ESSERE SOLO MERCATO
FARMACI: NAZZARI - ITALIA NON DEVE ESSERE SOLO MERCATO

Roma, 10 apr. (Adnkronos Salute)- Per il rilancio della ricerca farmaceutica italiana servono norme di accesso agili e sempre maggiori rapporti, non ''ostacolati da impicci burocratici'', tra pubblico (universita') e privato (industria). Lo ha affermato Federico Nazzari, presidente di Farmindustria in apertura del convegno ''Quale ricerca farmaceutica in Italia'' che si e' tenuto all'Accademia di Storia dell'Arte Sanitaria a Roma.

''La ricerca farmacologica, da chiunque sia fatta -ha affermato Nazzari- ha un ruolo importante tra gli impegni che l'industria chiede di discutere col Governo. Bisogna evitare che le multinazionali pensino all'Italia soltanto come un mercato e si devono creare le ragioni per cui sia stimolante venire ad investire in Italia''.

I clinici italiani non hanno niente da invidiare ai loro colleghi esteri ed i nostri costi sono competitivi, ha aggiunto Nazzari, ricordando pero' che ''nel 1996 l'Italia e' stata tagliata fuori da alcuni grandi trial internazionali per la farraginosita' delle norme che richiedono anche due anni per far partire la sperimentazione clinica, quando quella inglese richiede 1 mese e quella francese due. Questo significa perdita di investimenti nel Paese''.

Ma nel parlare di norme che penalizzano la ricerca Nazzari spezza una lancia a favore del Dipartimento farmaci del ministero della Sanita': ''E' dotato di 70-80 persone di buona volonta' -afferma il presidente di Farmindustria- che pero' devono competere contro i 350 francesi, i 400 tedeschi e gli oltre 300 inglesi: queste poche persone sono ostacolate anche da una serie di normative e da passaggi forcaioli che li costringono, il piu' delle volte sulla difensiva. Le decine di miliardi rappresentati dai fee pagati dall'industria farmaceutica -ha suggerito infine Nazzari- potrebbero essere utilizzati a potenziare questo servizio invece di finire nel calderone del Tesoro''.

''Nel nostro Paese - ha poi affermato Emilio Mortilla, segretario generale dell'Accademia di Storia dell'Arte Sanitaria e Direttore del Centro ricerche e studi post-universitari- l'industria chimico-farmaceutica non e' mai stata ritenuta strategica come lo e' all'estero e molti dei 3 milioni di disoccupati di oggi provengono dal settore chimico farmaceutico''.

(Pag/Adnkronos Salute)