DERMATOLOGIA: INDOMETACINA NELLA SINDROME DI SWEET
DERMATOLOGIA: INDOMETACINA NELLA SINDROME DI SWEET

Rouen, 10 apr. (Adnkronos Salute) - Dermatologi del CHU Charles Nicolle di Rouen, in Francia, mostrano che l'indometacina e' efficace nel trattamento della sindrome di Sweet. Tale dermatosi acuta neutrofila febbrile e' abitualmente trattata con corticosteroidi, efficaci ma con effetti secondari severi.

Alcuni studi avevano gia' riportato casi isolati di trattamento della sindrome di Sweet con anti-infiammatori non steroidei (FANS). Questi lavori hanno indotto la dott. Sylvie Jeanfils e i suoi colleghi a valutare il FANS indometacina in uno studio terapeutico aperto prospettico.

Gli autori hanno incluso 18 pazienti nel periodo compreso tra gennaio 1991 e settembre 1994. A questi soggetti sono stati somministrati 150 mg/die di indometacina e successivamente 100 mg per le 2 restanti settimane. 17 dei 18 pazienti hanno avuto una buona risposta iniziale.

La febbre e l'artralgia sono diminuite nettamente nell'arco di 48 ore e le eruzioni cutanee sono scomparse tra il 7.mo e il 14.mo giorno. L'indometacina non e' stata sufficientemente efficace per un paziente affetto da leucemia mieloide acuta, in quanto le lesioni cutanee hanno continuato a svilupparsi. Questo paziente e' stato pertanto trattato con corticosteroidi, con 1 mg/kg/die di prednisone.

I soli effetti secondari dell'indometacina osservati sono stati dolori epigastrici in 2 pazienti. Non e' stata rilevata alcuna ricaduta dopo sospensione del trattamento e la durata media del follow-up e' stata di oltre 20 mesi. Cio' induce gli autori a ritenere che l'indometacina dovrebbe essere utilizzata in trattamento di prima scelta nei pazienti affetti da sindrome di Sweet.

(Dermatology, vol. 36, n. 3, pagg. 436-439)

(Red/Adnkronos Salute)