INFARTO: TROMBOLISI O ANGIOPLASTICA POSSIBILI 100% CASI
INFARTO: TROMBOLISI O ANGIOPLASTICA POSSIBILI 100% CASI

Parigi, 3 lug. (Adnkronos Salute) - Il 100% dei pazienti ricoverati di urgenza per un infarto possono sottoporsi ad un trattamento di riperfusione, se si impiegano i due metodi di rivascolarizzazione quali trombolisi e angioplastica. E' quanto ha dimostrato una equipe francese, che ha condotto uno studio pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology.

E' noto che la riperfusione precoce della coronarie ostruite nel caso di infarto e' l'elemento chiave del trattamento, da cui dipende la prognosi ulteriore. La trombolisi e' il principale trattamento utilizzato, ma non e' somministrabile a tutti i pazienti e non e' efficace nel 100% dei casi.

L'angioplastica rappresenta una seconda opzione, che e' stata tuttavia presentata come ''concorrente'' della trombolisi, ma puo' essere vista come complementare o addizionale in caso di intervento dopo fallimento del trombolitico.

Per questo l'equipe di Gabriel Steg dell'ospedale Bichat e dell'Inserm U436 di Parigi ha valutato l'eventualita' di offrire ad un piu' ampio numero di pazienti la possibilita' di beneficiare di un trattamento di rivascolarizzazione precoce.

Lo studio e' stato realizzato su 500 pazienti consecutivi non selezionati, tutti elegibili alla trombolisi, 257 dei quali hanno ricevuto il trattamento. E' stata effettuata una angiografia 90 min dopo per vedere se c'era riperfusione e, in caso contrario, e' stata praticata una angioplastica in 59 di essi. Per gli altri pazienti, esclusi dalla trombolisi o candidati ''ideali'' all'angioplastica, 193 sono stati trattati con angioplastica. Trentotto pazienti, infine, non hanno subito angioplastica perche' l'angiografia mostrava una riperfusione spontanea o una occlusione molto minore, mentre 12 sono stati esclusi da entrambi i metodi.

In totale, questo studio mostra che il 98% dei pazienti, cioe' la quasi totalita', poteva ricevere un trattamento di riperfusione e l'hanno ricevuto quando e' stato necesssario. Cio' ha portato ad un tasso di riperfusione completa (TIMI 3 all'angiografia) nel 78% dei pazienti. La mortalita' e' stata del 9,4% ''un dato che potrebbe sembrare elevato - commentano gli autori - ma che in realta' non lo e' se si tiene presente che si trattava di pazienti non selezionati''.

''Il numero dei pazienti che presentavano riperfusione completa precoce - spiegano - era superiore al doppio di quello ottenuto con la sola trombolisi, confermando cosi' l'interesse dell'angioplastica sia come complemento che come alternativa''. Gli autori non discutono, al contrario, sul fatto che questo metodo e' praticabile solo nei centri che possono disporre di una equipe di cardiologia interventiva 24 ore su 24, ne' sull'ulteriore costo che comporta l'angiografia post-trombolisi o pre-angioplastica.

(Journal of the American College of Cardiology, vol.30, n.1, pp.157-164)

(Fei/Adnkronos Salute)