PARKINSON: EFFICACIA PRAMIPEXOLO
PARKINSON: EFFICACIA PRAMIPEXOLO

Washington, 5 ago. (Adnkronos Salute)- Secondo uno studio Usa, il pramipexolo della Pharmacia & Upjohn sarebbe efficace e sicuro nel trattamento del morbo di Parkinson in stadio avanzato. Questo nuovo antagonista dei recettori dopaminergici D3 -che recentemente ha mostrato la sua efficacia nel Parkinson precoce- e' stato valutato come trattamento aggiuntivo della levodopa su 291 pazienti, di 26 centri canadesi e statunitensi, che presentavano una risposta sub-ottimale al trattamento carbidopa/levodopa.

I pazienti sono stati randomizzati in doppio cieco con pramipexolo e placebo, per 7 settimane durante le quali la dose e' stata portata da 0,375 fino alla dose massima tollerata dal soggetto, in tre somministrazioni con un massimo di 4,5 mg/giorno. E' seguita poi una seconda fase di mantenimento della posologia per altre 24 settimane.

E' stato registrato un miglioramento delle attivita' quotidiane, misurato secondo l'UPDRS (Unified Parkinson's Disease Rating Scale), nel 22% dei soggetti col farmaco contro il 4% di quelli con placebo. Anche la valutazione motoria e' migliorata del 25% (contro il 12%) ed i vantaggi maggiori riguardavano il tremore in riposo, la rigidita', il tremolio delle dita ed i rapidi movimenti delle mani.

La severita' e la durata dei periodi ''off'', inoltre, sono state ridotte rispettivamente del 17% e del 31% (contro il 5% ed il 7%), proprio come la gravita' della malattia, misurata nei periodi ''on'' e ''off'' secondo la scala Hoehn and Yahr (10% e 11% contro 1% e 2%). La dose di levodopa e' stata inoltre ridotta del 27% nel gruppo con pramipexolo (contro il 5% del gruppo con placebo).

Gli effetti secondari erano simili a quelli osservati sotto altri antagonisti dopaminergici. Tuttavia, sottolineano gli autori, i problemi gastro-intestinali e cardiovascolari sono risultati meno frequenti.

(Neurology, vol.49, n. 1, pagg.162-168)

(Red/Adnkronos Salute)