SINDROME GUERRA DEL GOLFO: ALTERAZIONI ORIGINE CHIMICA
SINDROME GUERRA DEL GOLFO: ALTERAZIONI ORIGINE CHIMICA

Dallas, 6 ago. (Adnkronos Salute) - Alcuni veterani americani della Guerra del Golfo soffrono di lesioni cerebrali simili a quelle che si riscontrano nelle vittime di esposizioni chimiche, secondo gli ultimi studi del Centro Medico dell'Universita' del Texas.

Lo studio pubblicato su ''Archives of Clinical Neuropsychology'' ha confrontato le funzioni psicologiche e cerebrali di veterani malati e di veterani sani. Analizzando circa 70.000 soldati della Guerra del Golfo, il dott. Jim Hom e i suoi colleghi del Centro Medico dell'Universita' del Texas hanno valutato le funzioni cognitive e psicologiche di 26 veterani con sindromi e di 20 veterani-controllo in buona salute.

Non sono state ritrovate prove di problemi psicologici come turbe legate a stress spost-traumatico.

I veterani malati hanno presentano buoni risultati per 59 delle 71 misurazioni cerebrali, e il loro profilo psicologico e' risultato simile al profilo di una persona con problemi medici generali ma senza turbe psicologiche, con alterazioni cerebrali generalizzate, ma senza reazioni psicologiche.

I deficit riguardavano soprattutto l'intelligenza, la soluzione di problemi, l'attenzione e la concentrazione, il linguaggio e le capacita' sensorie e motrici, oltre ad altre funzioni cerebrali simili a quelle rilevate negli avvelenamenti da derivati organofosfati.

Secondo lo studio e' possibile distinguere 3 tipi di sindromi, sulla base dei differenti battaglioni di marines impiegati nella Guerra del Golfo: la prima e' caratterizzata da difficolta' di pensiero, memoria e sonno; la seconda implica problemi piu' gravi come confusione e instabilita', mentre l'ultima presenta articolazioni dolorose, deficit muscolare soprattutto alle mani e ai piedi.

Queste sindromi sono varianti di un disordine raro chiamato polineuropatia retard indotta da organofosfati, causata dall'esposizione ad alcune sostanze chimiche che inibiscono la colinesterasi, enzima essenziale al funzionamento del sistema nervoso.

(Red/Adnkronos Salute)