CHIRURGIA: RICONOSCERE UNITA' AUTONOME DAY SURGERY
CHIRURGIA: RICONOSCERE UNITA' AUTONOME DAY SURGERY

Milano, 15 dic. (Adnkronos Salute) - Prevedere anche in Italia l'Unita' autonoma privata di Day Surgery, attualmente autorizzata a praticare la ''chirurgia di un giorno'' come poliambulatorio ma non riconosciuta come struttura autonoma. La differenza non e' di poco conto: significa che puo' praticare l'anestesia generale ma non acquistare i farmaci necessari in fascia H. Lo ha chiesto l'AIUDAPDS (Associazione Italiana delle Unita' Dedicate Autonome Private di Day Surgery) nell'ambito di un incontro organizzato oggi a Milano.

La cinquantina di strutture associate all'AIUDAPDS sono centri privati a se stanti, non assimilabili alle case di cura private. E sta proprio in questo non voler essere ''assimilati'' il nodo cruciale che rischia di strangolare l'Associazione. ''In Italia la figura della Day Surgery Unit - spiega all'Adnkronos Salute il presidente Roberto Zanetti - e' riconosciuta come ambulatorio che pratica la chirurgia di un giorno, ma e' costretta ad operare in una sorta di limbo in assenza di una regolamentazione precisa e univoca''.

''Siamo all'assurdo - prosegue - di essere autorizzati regolarmente a praticare l'anestesia generale ma non possiamo acquistare i farmaci per farla (per intenderci quelli in fascia H), in quanto non siamo assimilabili a una casa di cura o a un ospedale, secondo quanto deciso dal ministero con un'interpretazione restrittiva''. La chirurgia di un giorno e' invece una carta vincente, dati alla mano. ''Permette un sicuro risparmio sui costi: un letto d'ospedale costa sulle 800mila al giorno, un letto di day surgery costa invece sulle 200-300mila al giorno. E sicura e' anche sul piano strettamente operativo, perche' lavoriamo attraverso quattro fasi precise''.

Innanzitutto, la selezione del paziente (''deve avere meno di 80 anni ed essere in buone condizioni di salute''), quindi la preparazione (''indagini preoperatorie e indicazione all'intervento''), la cura (''il trattamento chirurgico in senso stretto'') e infine la dimissione protetta (''viene garantita un'assistenza d'urgenza domiciliare tramite telefono per le 24 ore successive ed e' previsto un controllo a 48 ore dall'intervento'').

Ma l'AIUDAPDS vuole andare piu' in la': dotare tutti i centri medici associati della Certificazione ISO 9002. ''Attualmente le strutture associate devono gia' sottostare a un codice di autoregolemnatzione per quanto attiene le strumentazioni e la presenza di medici qualificati. Ma come Associazione abbiamo messo a punto delle linee guida per la certificazione della qualita' - conclude - e lavoreremo perche' tutte le nostre strutture vengano cerificate nella qualita''.

(Bos/Adnkronos Salute)