SANITA' LOMBARDIA: ORLANDINI (TUMORI MI)- 'CRTICHE INGIUSTE'
SANITA' LOMBARDIA: ORLANDINI (TUMORI MI)- 'CRTICHE INGIUSTE'

Milano, 15 dic. (Adnkronos Salute) - I dati quantitativi e qualitativi confermano l'importanza e la vitalita' dell'Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Milano. A sostenerlo e' il commissario straordinario Carlo Orlandini, che oggi nell'ambito della consueta conferenza stampa di fine anno ha inteso ''fare chiarezza'' e rispedire al mittente le ''critiche profondamente ingiuste'' rivolte alla gestione dell'Istituto stesso, tra l'altro di recente sottoposto a sopralluogo nell'ambito dell'inchiesta parlamentare sul sistema degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico.

''La positivita' dei dati - ha esordito Orlandini - e' testimoniata dai 54,5 miliardi per la ristrutturazione e l'espansione degli edifici, gli oltre 42 miliardi per lo sviluppo delle tecnologie diagnostiche e informatiche e una migliore gestione negli acquisti di beni e servizi che negli ultimi quattro anni e' rimasta costante a circa 50 miliardi. Tutte cifre - ha sottolineato - che illustrano lo sforzo che si sta facendo per arrivare al giro di boa del 2000''.

La ristrutturazione in atto (l'Istituto appare come un grande cantiere) non ha pesato sul versante delle prestazioni e dei servizi: nel periodo '92/97 si e' passati da 10.348 a 11.600 ricoveri ordinari mentre nel '97 si sono effettuati 20.214 ricoveri in day hospital contro i 5.045 dell'anno precedente. ''Nel '97 - ha proseguito Orlandini - il numero dei ricoveri e' passato da 16.583 a 31.814, tutto questo mentre sono diminuiti i posti letto a disposizione (da 480 a 410), anche a seguito dei lavori di ristrutturazione, e i giorni di degenza media (da 14 a poco piu' di 10), e sono aumentati da 7.141 a 11.700 gli interventi in degenza''.

Quanto alle polemiche sulle ''fughe di cervelli'' il commissario e' stato ancora piu' esplicito. ''Si e' fatto molto rumore in proposito, secondo me non totalmente disinteressato, ma i numeri - ha affermato Orlandini - dimostrano esattamente il contrario: negli ultimi tre anni sono andati via 67 medici (29 per dimissioni e 38 per altre cause). Dei 29 dimessi, soltanto uno era un direttore con meno di 65 anni e 3 i vicedirettori; sui restanti 38, 7 hanno cessato per limiti di eta', 12 per pensionamento per anzianita' di servizio e 13 per fine contratto. Il turnover e' a livelli fisiologici, al di sotto del 10%''.

Secondo quanto scrive la commissione si tratta invece di 35 dimissioni anticipate di dipendenti, di cui 5 apicali, che avrebbero motivato la loro decisione per l'insoddisfazione della conduzione gestionale e scientifica dell'Istituto. ''Alla commissione d'inchiesta parlamentare - ha precisato in proposito il commissario - sono stati consegnati i dati che oggi diamo anche a voi, e da cui non risultano affatto quei 5 dipendenti apicali. Comunque, a tutt'oggi non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione da parte della commissione e quindi replico con un no comment''.

Smentita anche su un altro punto sottolineato dalla commissione, quello secondo cui il commissario straordinario avrebbe deciso di emettere con molto anticipo un bando di concorso per un nuovo incarico di direttore scientifico un anno prima della scadenza naturale del contratto che lega il prof. Franco Rilke, che compira' appunto 65 anni il prossimo 25 ottobre.

''Solo tempi tecnici per reperire una figura di chiara fama - ha in proposito replicato Orlandini - ci hanno indotto a pubblicare gia' il bando di concorso internazionale''. Posizione che sembra confermata da Rilke che, dopo aver illustrato i risultati della ricerca dell'Istituto ''il cui impact factor e' sempre a livelli elevati'' ha smentito contrasti con il commissario straordinario ma ha affermato di aver sostenuto la validita' di una ''direzione globale com'era una volta e di una sana dialettica''. E a margine della riunione, Rilke all'Adnkronos Salute ha confermato la sua intenzione di lasciare comunque l'Istituto alla scadenza del suo mandato e di voler ritornare a fare il suo mestiere, ovvero l'anatomopatologo. Stretto riserbo sul nuovo incarico.

(Bos/Adnkronos Salute)