CA. VESCICA: EFFICACE GEMCITABINA DI LILLY
CA. VESCICA: EFFICACE GEMCITABINA DI LILLY

Filadelfia, 29 dic. (Adnkronos Salute) - La gemcitabina sembra svolgere un'attivita' ''promettente'' nei tumori uroteliali avanzati. Lo ha reso noto uno studio canadese realizzato su alcuni pazienti. Indicata nel trattamento del cancro ai bronchi non a piccole cellule, localmente avanzato o metastatico, la gemcitabina e' stata oggetto di numerosi sviluppi.

In questo studio, la gemcitabina e' stata valutata nei carcinomi transizionali avanzati (epiteliomi uroteliali) in 41 pazienti, che non avevano mai ricevuto chemioterapia antitumorale, con dosi di 1.200 mg/m2, con somministrazione endovenosa, per 30 minuti il primo, l'ottavo e il quindicesimo giorno di un ciclo di 28 giorni.

Alcuni di questi pazienti avevano ricevuto un anno prima, una terapia adiuvante o neoadiuvante a livello locale. Su 37 pazienti valutabili, Malcolm J. Moore e i suoi colleghi dell'ospedale Princess Margret di Toronto, hanno osservato 3 risposte complete e 6 risposte parziali, con un tasso globale di risposta del 24,3%.

Quattro pazienti hanno potuto mantenere la loro remissione rispettivamente fino a 14, 23, 24 e 31 mesi. La sopravvivenza media e' stata di 8 mesi con il 17% dei pazienti ancora in vita due anni dopo il trattamento ricevuto. Riguardo alla tollerabilita', i pazienti hanno ben sopportato il trattamento; soltanto tre di essi hanno infatti sofferto di una tossicita' non ematologica di grado superiore a 3, mentre cinque di loro hanno rilevato neutropenia di grado 3, due trombocitopenia di grado 3 e due soli episodi di neutropenia con febbre.

''Questi risultati mostrano che la gemcitabina meriterebbe di essere testata in associazione con gli agenti antitumorali attualmente a disposizione'', hanno dichiarato infine gli autori dello studio finanziato da Eli Lilly.

(Journal of Clinical Oncology, vol.15, n.12, p.3441-3445)

(Tra/Adnkronos Salute)