BIOTECNOLOGIE: RICERCA E FUTURO A BIOTEC AWARD 1998
BIOTECNOLOGIE: RICERCA E FUTURO A BIOTEC AWARD 1998

L'Aquila, 22 giu. (Adnkronos Salute) - Sottolineare il valore dei ricercatori italiani dimostrando, anche ai piu' giovani, che per loro esiste un futuro all'insegna delle biotecnologie. Questo l'obiettivo del Biotec Award '98, il premio istituito da Amgen (multinazionale Usa), Dompe' (farmaceutica italiana) e Vector Securities International (societa' di venture capital specializzata in investimenti nell'alta tecnologia) e assegnato oggi a L'Aquila a 3 progetti di ricerca con potenziali applicazioni in medicina.

In totale, su 197 progetti inviati alla commissione, 28 sono stati premiati (oltre ai 3 progetti principali sono state assegnate 25 menzioni speciali). In particolare, i 3 premi principali, ciascuno del valore di 30 mln di lire, sono andati a: Alberto Mantovani, dell'Istituto Mario Negri di Milano, per un lavoro sulle pentraxine, un meccanismo di resistenza innata contro i microrganismi, strumento prezioso per la diagnosi e il monitoraggio di diversi processi morbosi, come l'infarto miocardico, lo shock settico e l'artrite reumatoide; Lorenzo Moretta, del centro di biotecnologie avanzate di Genova, per l'identificazione, la caratterizzazione molecolare e la clonazione dei recettori responsabili della lisi delle cellule tumorali, con implicazioni per la diagnosi e la terapia dei tumori; Lorenzo A. Pinna, del dipartimento di chimica biologica dell'Universita' di Padova, per un lavoro sui mutanti della protein-chinasi (l'enzima coinvolto nella fosforilazione delle proteine), che potrebbero consentire il ripristino di una corretta attivita' biologica in proteine ricombinanti espresse, ad esempio, nel latte di animali transgenici.

''Tutti i lavori presentati erano di alto livello -assicura Claudio Bordignon, direttore del Programma di terapia genica del San Raffaele di Milano e componente della giuria del Biotec Award '98- un fatto molto importante, che testimonia la qualita' della ricerca in Italia''.

''Qualcosa sta accadendo in Europa e in Italia -concorda Aart Brouwer, vice presidente della Amgen Europe- esiste infatti la volonta' di dimostrare che i risultati possono essere ottenuti anche qui. Inoltre emergono un nuovo dinamismo e la volonta' di competere oltre alla disponibilita' dei ricercatori universitari a lavorare insieme all'industria biotecnologica. Tutto cio' e' molto promettente''. Ma il ''vento di novita''' sembra non essere sufficiente per James L. Foght, presidente della Vector Securities International, che sottolinea come, in questo settore, il mercato europeo sia ancora ''immaturo''. Nel '97, dice, gli investimenti del vecchio continente sono stati pari a 910mila dollari; i 9,7 mln di dollari degli Usa di quest'anno (con 229 public company e 700 principi attivi in fase di sviluppo) ''sono ancora lontani''.

(Mal/Adnkronos Salute)