MORBO DI CROHN: EFFICACE IMMUNOSOPPRESSORE ROCHE
MORBO DI CROHN: EFFICACE IMMUNOSOPPRESSORE ROCHE

Londra, 4 mag. (Adnkronos Salute) - L'immunosoppressore micofenolato di mofetil dei laboratori Roche, in associazione al cortisone, sembra essere una promettente alternativa al trattamento azatioprina piu' cortisone nel trattamento del morbo di Crohn attiva nei pazienti allergici o refrattari all'azatioprina. E' quanto dimostrato da uno studio tedesco pubblicato su ''Gut'' dal dottor M. F. Neurath e colleghi dell'Universita' di Mainz.

L'indagine ha riguardato 70 pazienti con morbo di Crohn attivo trattati o con 125 mg/kg di mofetil o 2,5 mg/kg di azatioprina in associazione a 50 mg/kg di prednisolone. Nei pazienti con malattia moderatamente attiva (punteggio 150-300 sulla scala di valutazione dell'attivita'), i due trattamenti hanno dato risultati confrontabili.

Al contrario nei casi piu' gravi (punteggio maggiore a 300), il mofetil ha permesso di fermare l'attivita' della malattia piu' presto dell'azatioprina, specie nei primi mesi di terapia. Nel gruppo mofetil 2 pazienti hanno presentato effetti secondari come esantema e vomito, contro 7 del gruppo azatioprina (nausea, colestasi e anemia).

Secondo gli autori ''il trattamento del morbo di Crohn attivo con il mofetil e il cortisone sembra efficace e ben tollerato o potrebbe essere applicato ai pazienti allergici o divenuti refrattari all'azatioprina''.

Tuttavia in un editoriale il dottor D. H. Present del Mount Sinai Medical Center di New York, nota che lo studio tedesco non e' stato condotto in doppio cieco e che sarebbe stato necessario sospendere totalmente il cortisone per valutare l'efficacia del trattamento.

(Gut, vol.44, n.5, pagg.592-593 & 625-628)

(Tra/Adnkronos Salute)