ULCERA: PASTORI SARDI PIU' COLPITI PER COLPA DELLE PECORE
ULCERA: PASTORI SARDI PIU' COLPITI PER COLPA DELLE PECORE

Orlando, 9 giu. (Adnkronos Salute) - I pastori sardi presentano una frequenza significativamente piu' alta rispetto alla popolazione generale di gastrite o ulcera. Una analisi di questo dato epidemiologico e' stata affrontata in uno studio italo-americano presentato alla Digestive Disease Week in corso a Orlando in Florida, condotto dalla dottoressa Maria Dore del Baylor College of Medicine di Houston e colleghi dell'Universita' di Sassari, I dati dimostrano che l'alta presenza di queste patologie gastriche e' collegata al contatto con i montoni. Gli autori hanno infatti osservato una prevalenza dell'Helicobacter pylori (batterio coinvolto nella patogenesi della gastrite e dell'ulcera duodenale e gastrica) associata al contatto con i montoni pari al 100%.

I ricercatori hanno esaminato per via endoscopica 50 pastori dell'isola, ''tutti affetti da una gastrite molto importante'': il 98% dei soggetti presentava anticorpi IgG diretti contro l'H. pylori. Inoltre, i fratelli e le sorelle dei pazienti esaminati, nonostante esercitassero altre attivita', presentavano una prevalenza di anticorpi pari al 73% contro il 43% della popolazione generale sarda.

Secondo i ricercatori ''e' ipotizzabile che il montone rappresenti un ospite ancestrale del batterio e la contaminazione di questa specie sia avvenuta da diversi millenni. La trasmissione dall'uomo all'animale sarebbe avvenuta con lo sviluppo dell'allevamento''.

Gli specialisti hanno anche analizzato 26 campioni di latte crudo di pecora: utilizzando la tecnica di amplificazione del genoma PCR (Reazione di Polimerizzazione a Catena) e' stato possibile dimostrare la presenza di H. pylori nel 57% dei casi. Biopsie condotte sullo stomaco, il fegato e le ghiandole mammarie degli animali hanno confermato l'alta prevalenza, senza tuttavia evidenziare segni di infiammazione o attivita' linfocitaria. In conclusione, secondo gli autori, ''questo significa che i montoni sono abituati a 'convivere' da tempo con il batterio, mentre l'infiammazione riscontrata sull'uomo e' indice di un 'contatto' recente''.

(Tra/Adnkronos Salute)