ISCHEMIA ARTI INFERIORI: EFFICACE ACE INIBITORE QUINAPRILAT
ISCHEMIA ARTI INFERIORI: EFFICACE ACE INIBITORE QUINAPRILAT

Dallas, 16 giu. (Adnkronos Salute) - Risultati ottenuti da ricercatori americani, studiando gli effetti dell'anti-ipertensivo quinaprilat, appartenente alla famiglia degli ACE inibitori, potrebbero trovare applicazione nel trattamento dell'ischemia degli arti inferiori. Infatti, in un modello animale (coniglio) l'equipe del dottor Jeffrey Isner e colleghi della Tufts University di Boston, ha dimostrato che il farmaco promuovere l'angiogenesi (lo sviluppo di nuovi vasi sanguigni), effetto questo che potrebbe avere effetti terapeutici sulla patologia.

Gli specialisti hanno confrontato l'efficacia di 2 ACE inibitori, il quinaprilat e il captopril, e del fattore di crescita vascolare (VEGF).

Il quinaprilat ha permesso di migliorare la pressione arteriosa degli arti ischemici in maniera analoga al VEGF; minore e' stato l'effetto del captopril. Il quinaprilat inoltre ha indotto un'angiogenesi paragonabile a quella del VEGF: dopo 40 gioni la densita' capillare degli arti coinvolti e' risultata pari a 214/mm2 con il quinaprilat, 229/mm2 con il VEGF, 147/mm2 con il captopril e 140/mm2 nei controlli.

Secondo gli autori, ''questi dati stabiliscono che l'inibizione dell'enzima di conversione indotta dal quinaprilat (meccanismo di base con il quale agisce il farmaco, induce, a livello degli arti inferiori (ischemici del coniglio), un'angiogenesi analoga a quella promossa dal VEGF''.

(Circulation, 15 giu., vol.99, n.23, pagg.3043-3049)

(Tra/Adnkronos Salute)