LINFOMA NON-HODGKIN: STUDIO ASSOCIAZIONE FARMACOLOGICA
LINFOMA NON-HODGKIN: STUDIO ASSOCIAZIONE FARMACOLOGICA

Filadelfia, 22 giu. (Adnkronos Salute) - I pazienti colpiti da linfoma non-Hodgkin refrattario o recidivante ai trattamenti standard hanno beneficiato di una risposta positiva con il protocollo chemioterapico ASHAP basato sull'associazione di piu' farmaci (doxorubicina, metilprednisolone, citarabina ad alto dosaggio e cisplatino).

Questi i dati riportati in uno studio condotto da alcuni specialisti del Medical Anderson Cancer Center di Houston, nel quale si sottolinea il fatto che i pazienti potevano essere sottoposti ad una terapia ad alto dosaggio solo dopo aver subito un trapianto di midollo. Lo scopo del protocollo ASHAP, precisano gli autori, non vuole fare concorrenza al trapianto ma essere un trattamento pre-trapianto finalizzato a ridurre la massa tumorale.

Lo studio ha incluso 56 pazienti trattati con 2 cicli di chemioterapia combinata e un terzo ciclo aggiuntivo in caso di risposta o di stabilizzazione. Sono state riscontrate 19 risposte complete (34%) e 20 parziali (36%). Per gli altri 17 pazienti si sono riscontrate 8 risposte minori e 9 progressioni. La mielosoppressione e' stata la causa piu' frequente di tossicita', anche se non si e' verificato nessun decesso.

Il trapianto di midollo e' stato possibile in tutti i pazienti che avevano avuto una risposta positiva al trattamento. Dopo 4 anni la sopravvivenza globale e' stata del 41% e quella senza effetti secondari del 36%, sempre legate all'efficacia della terapia ASHAP.

(Blood, giu. Vol.93, n.11, pagg. 3632-3636)

(Red/Adnkronos Salute)