DEPRESSIONE: L'IDENTIKIT PER RICONOSCERLA
DEPRESSIONE: L'IDENTIKIT PER RICONOSCERLA

Roma, 22 giu. (Adnkronos Salute) - Malinconia, irritabilita' e stanchezza rappresentano variazioni del tono dell'umore, comuni a tutti, che rientrano nella normalita' e non vanno confuse con la depressione. Ma per distinguere la tristezza dalla depressione vera e propria esistono dei precisi sintomi che rappresentano un campanello d'allarme e non vanno sottovalutati. L'identikit di questa diffusa patologia - il 27% degli italiani ne presenta alcuni dei sintomi - e' stato tracciato ieri a Roma, nel corso di un dibattito organizzato dalle Donneuropeee-Federcasalinghe in collaborazione con la Bracco, la Diana de Silva cosmetiques ed il CD-Centro Diagnostico di Roma.

''Solo un caso su quattro arriva dallo psicoterapeuta, perche le persone non riconoscono i segnali della depressione - ha sottolineato Bruna Rucci, psicologa del Centro Diagnostico- Piuttosto si sentono in colpa, pensando di non riuscire a reagire per pigrizia od incapacita'''. I sintomi rilevatori sono essenzialmente due: l'umore depresso ed il diminuito interesse per le attivita' piacevoli. Nel primo caso e' tipico l'atteggiamento di sfiducia, pessimismo e disperazione, mentre nel secondo si perde la voglia di frequentare gli amici, mangiare e fare lamore. ''A questi segnali se ne associano spesso altri - ha aggiunto Bruna Rucci- Chi ? depresso aumenta o diminuisce facilmente di peso, ha un sonno disturbato, si sente affaticato, non riesce a concentrarsi ed infine, il sintomo pi? preoccupante, pensa al suicidio''.

Ma di depressione ne esistono vari tipi, con gravita' e prognosi diverse. ''La depressione maggiore, quella endogena, e la piu' grave e nel nostro Paese riguarda otto italiani su cento - ha spiegato all'Adnkronos Salute Rosanna Cerbo, ricercatrice del Dipartimento di Scienze neurologiche dell'Universita La Sapienza di Roma - Le donne sono piu colpite degli uomini (il 9% rispetto al 6%), soprattutto quelle con un titolo di studio superiore ed un'attivita lavorativa impegnativa, ha basi biologiche e si manifesta ciclicamente senza condizionamenti esterni. Poi c'e' la distimia, la depressione minore, che anche in questo caso interessa maggiormente le donne (il 3,6% rispetto al 2,3% degli uomini) e che si manifesta con ansia, pessimismo e tendenza all'autocommiserazione''.

Per quanto riguarda le terapie, quelle farmacologiche rappresentano il primo gradino per uscire dal tunnel della depressione endogena: si tratta infatti di una vera e propria malattia e non esiste la cura ''fai da te''. ''Non e' certo come prendere un antibiotico ricorda Rosanna Cerbo - I tempi sono comunque lunghi e possono variare da alcune settimane, a mesi o, in alcuni casi, addirittura anni. Superata poi la fase piu' grave la psicoterapia puo rappresentare un valido aiuto per tutti. L'importante e' fare attenzione ai campanelli di allarme e non vergognarsi di rivolgersi ad un medico di fiducia.

(Nsp/Adnkronos Salute)