NEFROPATIE: UNA TERAPIA RIDUCE IL RISCHIO DI DIALISI
NEFROPATIE: UNA TERAPIA RIDUCE IL RISCHIO DI DIALISI

Milano, 29 lug. (Adnkronos Salute) - Tutti i pazienti affetti da nefropatie croniche non diabetiche, ma si ha motivo di credere anche di origine diabetica, possono trarre un sensibile beneficio da una nuova terapia basata sull'uso del ramipril, un ace-inibitore gia' presente sul mercato da tempo. Il beneficio consiste nella riduzione progressiva della escrezione di proteine nelle urine e nella conseguente drastica riduzione del rischio di dialisi. Con il prolungarsi del trattamento nei pazienti piu' gravi la funzione del rene tende addirittura a migliorare, un fenomeno considerato impossibile fino a pochi anni fa.

La scoperta e' il risultato di uno studio clinico che sara' pubblicato domani sulla rivista medica ''The Lancet''. Lo studio e' stato condotto da 14 divisioni di nefrologia italiane e coordinato dal dott. Giuseppe Remuzzi, del Centro di Ricerche Cliniche ''Aldo e Cele Dacco''' dell'Istituto Mario Negri di Bergamo. Le altre divisioni di nefrologia coinvolte sono state quelle di Torino, Ivrea, Busto Arsizio, Milano, Brescia, Vicenza, Venezia, Parma, Bagno a Ripoli, Firenze, Viterbo, Bari e Reggio Calabria.

Parte di un progetto lanciato circa 10 anni fa, lo studio ha osservato gli effetti del ramipril su pazienti affetti da nefropatie croniche con escrezione di proteine nelle urine compresa tra 1 e 3 grammi nelle 24 ore. In tutti i casi diminuiva la perdita di proteine nelle urine e si riduceva di quasi tre volte il rischio di progressione verso la dialisi. Mentre uno studio precedente, condotto dalla stessa equipe su pazienti che avevano escrezioni di proteine superiori a 3 grammi al giorno, aveva dimostrato che in un terzo dei pazienti non solo la malattia non progrediva, ma con il prolungarsi del trattamento la funzione del rene tendeva addirittura a migliorare.

Questi risultati hanno un'enorme rilevanza per la comunita' medica internazionale, a fronte delle previsioni epidemiologiche circa la diffusione delle nefropatie e della spesa per dialisi, che tende a diventare insostenibile anche nei Paesi piu' ricchi. Basti pensare che nel 1998 negli Stati Uniti si sono spesi oltre 30 mila miliardi di lire per il trattamento di circa 250 mila dializzati e che il loro numero potrebbe superare 700 mila casi entro il 2005. L'Italia ha speso invece nel 1998 oltre 4 mila miliardi per assistere 38 mila dializzati, che potrebbero diventare 100 mila entro il 2005.

Per non parlare delle nefropatie di orgine diabetica, che insorgono nel 50% dei casi di diabete: secondo stime di varie fonti, nel 2010 si potrebbero contare nel mondo circa 220 milioni di casi di diabete, quindi oltre 100 milioni di nefropatici, comunque avviati verso una progressione della patologia e, in ultima analisi, verso l'esito della dialisi, se non trattati adeguatamente e tempestivamente.

(Red/Adnkronos Salute)