RICERCA: NISTICO' - IN 2 ANNI ITALIA TRIPLICHERA' FONDI
RICERCA: NISTICO' - IN 2 ANNI ITALIA TRIPLICHERA' FONDI
TUTTI I PAESI UE INVESTIRANNO ALMENO 3% PIL

Roma, 10 mag. (Adnkronos Salute) - Una rivoluzione per la ricerca scientifica italiana, che entro due anni vedra' triplicare i fondi investiti in ricerca. Sono rosee le previsioni del professor Giuseppe Nistico', patologo del Policlinico Gemelli di Roma e parlamentare europeo, dopo l'approvazione ieri a Bruxelles di una risoluzione che prevede per tutti i Paesi europei un'impennata degli investimenti in ricerca: devono arrivare ad almeno il 3% del Pil. Per raggiungere questi obiettivi, la Commissione industria e ricerca scientifica indica un metodo suggerito dall'europarlamentare italiano. ''Per favorire la ricerca applicata - spiega Nistico' all'Adnkronos Salute - occorre defiscalizzare gli utili investiti in ricerca da parte delle grandi e piccole industrie''.

''Per la prima volta - dice - si disegna un'Europa non piu' a due velocita'. In Italia - aggiunge - oggi si investe l'1% del Pil; in un biennio, dunque, le risorse a beneficio della ricerca nel nostro Paese dovranno essere triplicate''. Questa la grande novita' del testo approvato ieri a Bruxelles e arricchito da tre emendamenti presentati dallo stesso Nistico'. ''In Europa investiamo in media l'1,8% del Pil, ripetto al 2,8% degli Stati Uniti e al 2,9-3% del Giappone. In pratica puntiamo a raggiungere in un biennio la media giapponese. Lo spazio comune di ricerca ha ragione di esistere - aggiunge il medico - se c'e' una rete di centri di eccellenza. L'Europa deve ora creare la rete, aumentare la mobilita' e gli investimenti in personale, attrezzature e ricerca''.

Oltre alla defiscalizzazione degli utili investiti in ricerca, la Commissione ha pensato anche alle aree deboli. Per le regioni italiane economicamente piu' svantaggiate (come Campania, Calabria e Sicilia) almeno il 5% dei Fondi Strutturali non utilizzati dalle regioni stesse dovra' essere impiegato a favore della ricerca scientifica sul territorio. ''Se c'e' la volonta' politica - dice l'europarlamentare - le cose possono essere fatte. Non e' stato difficile far passare la risoluzione, perche' ho trovato un Commissario europeo, Philippe Busquin, molto attento e sensibile. Noi ricercatori stiamo invocando questi provvedimenti da anni; adesso, dopo il via libera della Commissione, serve una direttiva europea che potra' essere pronta in tempi rapidi. Gia' dal prossimo anno - conclude - le cose dovrebbero marciare nella giusta direzione''.

(Mal/Adnkronos Salute)