MORTE IN CULLA: AL VIA IN LOMBARDIA PROGETTO PREVENZIONE
MORTE IN CULLA: AL VIA IN LOMBARDIA PROGETTO PREVENZIONE

Roma, 29 mag. (Adnkronos Salute) - Uccide un neonato su mille ed e' il killer piu' pericoloso per i bambini nel primo anno di vita. La morte in culla (SIDS) e' una sindrome ancora poco nota, e proprio per cercare di fare chiarezza ed individuare strategie di prevenzione e' partito un progetto multidisciplinare di ricerca finanziato dalla Regione Lombardia e presentato oggi all'Universita' degli Studi di Milano.

In particolare, il Centro SIDS dell'Istituto Auxologico Italiano di Milano e quello del Policlinico S. Matteo di Pavia (gli unici centri specializzati costituiti formalmente in Lombardia) hanno formulato, insieme alla Cardiologia molecolare della Fondazione Maugeri di Pavia, la parte del Progetto che punta a fornire informazioni utili per la prevenzione della morte in culla e per la scelta delle strategie di appoggio alle famiglie colpite, strutturato in tre parti.

Il primo sottoprogetto e' la diretta evoluzione di un grande studio prospettico effettuato a Milano, durato 20 anni e condotto su 34.000 neonati, mirato ad inserire lo screening elettrocardiografico neonatale all'interno del Servizio sanitario nazionale. Lo studio ha mostrato infatti che un prolungamento dell'intervallo QT riscontrato all'Ecg in epoca neonatale si associa ad un elevato rischio di morte in culla. Il secondo sottoprogetto indaga sulla presenza di mutazioni sui cinque geni ritenuti responsabili della sindrome del QT lungo (LQTS); alcune vittime SIDS potrebbero essere casi di LQTS non familiare, dovuta cioe' a mutazioni spontanee che non sono presenti nei genitori.

L'ultimo sottoprogetto si occupa delle conseguenze emotive della morte in culla nei genitori e nei fratellini delle piccole vittime, in particolare nelle madri. E' stato visto, infatti, che alcuni schemi rintracciabili con maggiore frequenza nelle madri (sensi di colpa, inibizioni sessuali, aborti spontanei successivi o difficolta' fecondative) rientrano nel quadro di un'interruzione traumatica del processo di elaborazione emotivo e fisiologico della maternita', producendo una specifica 'sindrome post-traumatica'.

Gli altri due progetti compresi nella ricerca finanziata dalla Regione riguardano lo studio anatomo-clinico della SIDS e della morte inaspettata del feto e il lancio di una campagna di sensibilizzazione e informazione sulla morte in culla, allo scopo di far conoscere alle famiglie e al personale sanitario l'esistenza e lo stato delle ricerche sulla SIDS e di diffondere comportamenti che hanno gia' ridotto il rischio in altri Paesi.

(Red/Adnkronos Salute)